Hanno spento Tevatron

Il grande acceleratore di particelle del Fermilab di Chicago è stato disattivato, ma le scoperte sulla velocità dei neutrini potrebbero regalare un nuovo futuro al centro di ricerca

Il responsabile del centro di ricerca, Pier Oddone, ha piani ambiziosi per la struttura anche se rimarrà priva del suo famoso acceleratore di particelle. Dopo NOvA è in progetto un altro esperimento chiamato LBNE (Long Baseline Neutrino Experiment) per inviare un fascio ancora più intenso di particelle verso un altro laboratorio sotterraneo, che sarà costruito nel South Dakota, e avere una misurazione ancora più accurata della velocità dei neutrini.

Il progetto è ritenuto molto interessante dalla comunità scientifica, ma ha l’enorme difetto di essere molto costoso. LBNE richiederà almeno un miliardo di dollari di investimenti per essere realizzato e, anche a causa della crisi economica, gli Stati Uniti non sembrano essere molto dell’idea di sostenere una simile spesa. Lo scorso anno l’agenzia governativa National Science Foundation ha negato il proprio sostegno per il progetto del laboratorio nel South Dakota, che è passato così al Dipartimento dell’Energia. Il Congresso non ha trovato un accordo su un primo stanziamento da 17 milioni di dollari per avviare il piano, che rimane quindi in sospeso.

Le ricerche legate alla fisica delle particelle sono costose, specialmente nella fase di costruzione dei grandi macchinari necessari per gli esperimenti. Complice la crisi economica e le disponibilità di meno fondi, gli Stati Uniti stanno definitivamente abbandonando la strada della ricerca in solitaria in questo campo, conclude l’Economist. Del resto, già da tempo gli Stati Uniti collaborano con i principali centri di ricerca sulle particelle in giro per il mondo, compreso il CERN di Ginevra.

La fisica non appartiene a nessun paese. Ciò detto, potete scommettere che i ricercatori del Fermilab saranno felici di rivendicare il loro ruolo nell’aver contribuito a smontare la relatività. Perché nel profondo del loro cuore, persino gli scettici che dicono di ritenere i risultati di OPERA un errore sperano in realtà che non sia così.

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