La storia dell’infinito di David Foster Wallace

Torna nelle librerie italiane in una nuova edizione il saggio sulla matematica dello scrittore americano che si è ucciso tre anni fa

di David Foster Wallace

Può essere che i filosofi e i matematici, che passano un sacco di tempo a pensare (a) astrattamente o (b) ad astrazioni o (c) entrambe le cose, diventino eo ipso predisposti alla malattia mentale. Oppure può essere che le persone predisposte alla malattia mentale siano più inclini a pensare a questo genere di cose. È una questione tipo l’uovo e la gallina. Una cosa però è certa. Il fatto che l’uomo sia per natura curioso e affamato di verità e che voglia più di ogni altra cosa sapere è un mito assoluto7.
Dati determinati significati riconosciuti del verbo “sapere”, esiste di fatto un bel po’ di roba che noi non vogliamo sapere. Lo dimostra l’enorme numero di domande e problemi assolutamente fondamentali a cui non ci piace pensare in termini astratti. Teoria: il terrore e i pericoli del pensiero astratto sono uno dei motivi fondamentali per cui a noi oggi piace essere tanto impegnati e costantemente bombardati da stimoli di ogni tipo. Il pensiero astratto tende a colpire con maggiore frequenza nei momenti di tranquillità.

Tipo la mattina presto, soprattutto se ti svegli poco prima che suoni la sveglia, quando può venirti in mente all’improvviso e senza motivo alcuno che sei uscito dal letto tutto le mattine senza mai mettere minimamente in dubbio che il pavimento ti avrebbe sorretto. Ora, mentre te ne stai lì sdraiato a rimuginare su questo pensiero, ti sembra quantomeno teoricamente possibile che un qualche difetto nella costruzione del pavimento o nella sua integrità molecolare potrebbe farlo curvare, o anche che una roba tipo un’aberrazione del flusso quantico ti ci faccia passare attraverso. Insomma, non ti sembra proprio logicamente impossibile.

Non è che tu abbia davvero paura che il pavimento possa cedere quando deciderai di uscire dal letto. È solo che certi stati d’animo e certe linee di pensiero sono più astratte, e non si concentrano esclusivamente sui bisogni o gli impegni a cui dovrai ottemperare una volta uscito dal letto. Questo è solo un esempio. La domanda astratta su cui te ne stai sdraiato a rimuginare è se è davvero giustificata la fiducia che poni nel pavimento. La risposta iniziale – che è sì – si basa sul fatto che sei uscito dal letto per migliaia di volte (di fatto un bel po’ di più di diecimila volte) e il pavimento ti ha sempre sorretto. È lo stesso motivo per cui sei giustificato nel credere che il sole sorgerà, che tua moglie saprà il tuo nome, che quando provi una data sensazione è perché stai per starnutire eccetera. Perché ti è già successo un sacco di volte. Il principio in gioco è di fatto il solo modo in cui possiamo prevedere tutti i fenomeni che diamo semplicemente per scontati senza doverci pensare.

La maggior parte della vita quotidiana è composta da questi fenomeni, e senza questa fiducia basata sull’esperienza passata diventeremmo tutti pazzi, o quantomeno non saremmo in grado di funzionare perché dovremmo fermarci a deliberare su ogni minima cosa. È un fatto: la vita così come la conosciamo sarebbe impossibile senza questa fiducia. Ma questa fiducia alla fine è veramente giustificata o è solo estremamente comoda? Questo è pensiero astratto, con il suo classico grafico a scala, e ora sei salito di diversi gradini. Non stai più pensando solo al pavimento e al tuo peso, o alla tua fiducia riguardo allo stesso e a quanto questo tipo di fiducia sembri necessario alla sopravvivenza elementare. Ora stai pensando a una qualche regola, legge o principio più generale da cui questa fiducia incondizionata in tutte le sue innumerevoli forme e intensità è di fatto giustificata, anziché essere solo una serie di bizzarri spasmi clonici o riflessi che ti sospingono fino alla fine della giornata. Un segno sicuro del fatto che si tratta di pensiero astratto: non ti sei ancora mosso.Ti senti come se stessi consumando un’energia e uno sforzo tremendi e sei ancora sdraiato, perfettamente immobile.

Avviene tutto solo nella tua mente. È davvero strano, e non stupisce che alla maggior parte della gente non piaccia. Diventa improvvisamente chiaro perché i folli sono tanto spesso rappresentati mentre si tengono la testa tra le mani o mentre la picchiano contro qualcosa. Se avessi seguito i corsi giusti a scuola però potresti ricordarti a questo punto che la regola o il principio che stai cercando di fatto esiste: il suo nome ufficiale è Principio di Induzione. È il precetto fondamentale della scienza moderna. Senza il Principio di Induzione gli esperimenti non potrebbero confermare un’ipotesi e non sarebbe possibile prevedere nulla nell’universo fisico con un qualsiasi grado di fiducia. Non potrebbero esservi leggi naturali né verità scientifiche. Il P.I. afferma che se un fattox è successo n volte in passato in circostanze specifiche, siamo giustificati nel credere che le stesse circostanze produrranno x nell’occasione (n+1). Il P.I. è totalmente rispettabile e autorevole e sembrerebbe una via d’uscita ben illuminata dal nostro problema.

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