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  • giovedì 29 Settembre 2011

Dieci luoghi comuni sull’Afghanistan

Quello per cui i talebani sono stati gli unici oppressori delle donne, per esempio, o quello per cui nessuno è mai riuscito a vincerci una guerra

6. “I mujaheddin furono i responsabili della caduta di Najibullah”
Il governo di Najibullah, e il suo esercito, ricevettero un colpo mortale quando Boris Eltsin annunciò alla fine del 1991 che dal 1 gennaio successivo la Russia non avrebbe più fornito loro sostegno militare e rifornimenti di carburante e cibo. Eltsin, rivale di Gorbaciov e desideroso di diminuire gli impegni internazionali del paese, tolse il sostegno al governo che l’Unione Sovietica aveva aiutato a insediare due anni prima, provocando una serie di defezioni tra i sostenitori afghani di Najibullah e lo sfaldamento dell’esercito.

7. “I talebani invitarono Osama Bin Laden a fare dell’Afghanistan la sua base”
Bin Laden arrivò in Afghanistan, a Jalalabad, nel 1996, dopo che il governo del Sudan, dove era rimasto nei quattro anni precedenti, cominciò a ricevere pressioni molto forti perché lo consegnasse. Bin Laden usò allora i suoi contatti tra i mujaheddin, che aveva conosciuto durante la resistenza antisovietica. Quando Jalalabad venne conquistata dai talebani, a Bin Laden fu chiesto di lasciare il paese o di abbandonare i mujaheddin per allearsi con i loro rivali talebani. Bin Laden scelse la seconda opzione.

8. “I talebani furono il peggior governo della storia afghana”
Molte delle restrizioni alla libertà personale e delle discriminazioni che sono solitamente associate con il regime talebano vennero imposte già nella prima metà degli anni Novanta dai mujaheddin. I cinema vennero chiusi nel 1992, e i film per la televisione venivano tagliati persino delle scene in cui uomini e donne camminavano o parlavano insieme. Nelle trasmissioni televisive, le annunciatrici vennero vietate. Il burqa non era obbligatorio come sotto i talebani, ma le donne dovevano indossare lo hijab che copre la testa (nessun obbligo di questo tipo era presente durante l’occupazione sovietica o il regime di Najibullah).

9. “I talebani sono stati gli unici oppressori delle donne afghane”
Le discriminazioni e le violenze nei confronti delle donne sono parte della cultura afghana da molto tempo e appartengono a tutti i gruppi etnici del paese, non solo ai Pashtun (da cui provengono la maggior parte dei talebani). Sono attualmente diffuse nella cultura delle zone rurali del paese e tra la popolazione più povera delle città. Nella cultura tribale, un modo di risolvere le controversie è il baad, un insieme di usanze in cui le donne sono trattate come oggetti di proprietà delle tribù e possono venire offerte come compensazione a un uomo di un’altra tribù che ha subito un torto, per ripagare i debiti o per risarcire un uomo che ha avuto un parente ucciso da un membro della famiglia della donna o della ragazza. I matrimoni infantili, spesso tra una bambina e un uomo molto più anziano, sono diffusi in tutto il paese.

10. “La popolazione afghana non sostiene i talebani”
Diverse ricerche hanno mostrato che la stragrande maggioranza degli afghani giudica l’attuale governo Karzai corrotto e inefficiente, nonché incapace di assicurare la giustizia e la sicurezza. La popolazione ha un atteggiamento verso i talebani ben più complesso di quello che si è soliti pensare: moltissimi afghani sostengono e hanno opinioni positive del “buon talebano”, ovvero di quello che è religioso ma sa mostrare pietà e umanità, che attacca le forze straniere ma non gli afghani e che amministra la giustizia in modo rapido ed equo. Molti afghani guardano con diffidenza ai talebani provenienti dal Pakistan e quelli coinvolti nel traffico di droga, e hanno una pessima opinione di al Qaida (un movimento a guida araba, mentre gli afghani non sono arabi), che sanno benissimo non essere la stessa cosa dei talebani.

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