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  • martedì 20 Settembre 2011

Ilona Staller in Parlamento

La storia di come una pornostar divenne deputata in Italia, e di come abbia ora diritto alla pensione

di Francesco Costa

Cicciolina riceve parecchie critiche, e non solo dai vescovi o dagli scandalizzatissimi democristiani. Emanuele Macaluso, all’epoca pezzo grosso del PCI, la accusa di raccogliere iscritti per il partito regalando baci e la vista delle sue tette. Un pezzo di movimento femminista la accusa di mercificare l’immagine della donna e di assecondare il voyeurismo degli uomini. Anche tra gli stessi Radicali circolano insofferenze per la sua visibilità mediatica. In giro per l’Italia, dopo le sue apparizioni, molti denunciano Ilona Staller per violazione dell’articolo articolo 528 del codice penale, quello sul “comune senso del pudore”. Durante una conferenza stampa Emma Bonino tenta di rispondere alle critiche di parte della stampa mettendo in fila i principali settimanali del paese, tutti con “tette e culi” in copertina. «Ilona non è altrettanto scandalosa, e non è nemmeno una delinquente».

Alla fine Ilona Staller viene eletta in Parlamento. Prende ben 20 mila preferenze, seconda dietro al solo Pannella nel suo collegio. Ribadisce che si occuperà di censura, di difesa dell’ambiente, di educazione sessuale, di lotta all’AIDS. Il direttore di Avvenire scrive che “la sua elezione è il sintomo preoccupante di un certo costume di parte della popolazione italiana”, e di un grave “permissivismo morale”. Nel frattempo alcune procure vanno avanti con le indagini nei suoi confronti. La Camera riceve parecchie richieste di autorizzazione a procedere contro Ilona Staller. Il reato ipotizzato è “pubblicazione e spettacoli osceni”, in riferimento a show, film e comizi. Scrive Repubblica, all’epoca:

La richiesta è pervenuta alla Camera dalla procura di Velletri dopo il sequestro di una pubblicazione intitolata Xeros in video. Si tratta di una rivista di pubblicità specializzata nel settore delle videocassette nella quale la parlamentare radicale comparirebbe come fotomodella in atteggiamenti ritenuti osceni dal magistrato. L’onorevole Staller, più nota come Cicciolina, ha reso noto che chiederà di ottenere l’autorizzazione, come del resto è nella linea del Pr e come i radicali hanno già fatto in circostanze analoghe.

La stessa cosa fa la procura di Venezia, e siccome in quel caso gli atti osceni sarebbero stati compiuti durante un “comizio” in Piazza San Marco, la procura aggiunge l’accusa di violazione della legge sulla tutela del patrimonio artistico. “Quel giorno”, scrive la procura, “in presenza di numerose persone e bambini, Ilona Staller ripetutamente si esibì in Riva degli Schiavoni e in piazza San Marco su statue equestri in gesso e metallo, a seno nudo, coperta solo di un velo trasparente ed in posizioni oscene”. Oltre a Venezia e Velletri ci sono indagini aperte anche a Roma, a Corigliano e in diverse altre città italiane. Lei chiede alla giunta di autorizzare le richieste, e questo avviene. In quegli anni le “pubblicazioni di carattere osceno” sono semplicemente illegali. Le società che producono film porno vengono indagate per associazione a delinquere e spettacolo osceno. Sono gli anni in cui la Corte Costituzionale conferma la punibilità dei commercianti di materiale pornografico e vieta la vendita dei film porno. «È una violazione dei diritti dei cittadini», dice Ilona Staller. «Si tratta di un prodotto di cui nessuno, a livello scientifico, ha mai dimostrato la dannosità. Si tratta di una morale imposta a colpi di manette».

Ilona Staller presenta delle proposte di legge. Alcune sono piuttosto solide, come quella sull’educazione sessuale nelle scuole, altre lo sono meno, come quella dell’istituzione di “parchi dell’amore” dove poter fare sesso liberamente in mezzo alla natura. Nel frattempo la Camera respinge le richieste di autorizzazione a procedere nei suoi confronti, contraddicendo quanto aveva detto la giunta. In cinque anni da parlamentare Cicciolina rimedia parecchie denunce e molta attenzione da parte dei media, anche se alterna il lavoro da parlamentare a quello di attrice porno: per cinque anni è sempre nei primi posti delle classifiche di assenteismo dei parlamentari. Chiama “cicciolini” i suoi interlocutori politici, compresi i leader di partito, tutti uomini. Durante la Guerra del Golfo promette a Saddam Hussein di andare a letto con lui se rilascerà i suoi ostaggi. Partecipa al dibattito pubblico, anche se il mondo politico non la prende mai sul serio e probabilmente vale anche il viceversa.

Ilona Staller lascia il Parlamento nel 1992, lascia anche i Radicali, fonda un partito insieme a Moana Pozzi ma non viene rieletta. Torna a fare l’attrice a tempo pieno, seppure esternando spesso e volentieri su questo e quello, finisce invischiata in un matrimonio complicato e in una lunghissima battaglia legale per l’affidamento di suo figlio, incide tre dischi. Nel 2002 tenta di candidarsi in Parlamento in Ungheria, senza successo. Oggi fa ancora spettacoli, seppure meno di prima – «Me lo posso permettere», dice. E tra poco prenderà 3000 euro lordi al mese, in legale ragione di quei cinque anni in cui era stata l’onorevole Ilona Staller.

Ilona Staller durante i festeggiamenti per la sua elezione a deputata, a Roma, il 17 giugno 1987.
foto: Fornaciari/Liaison Agency

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