• Italia
  • mercoledì 31 agosto 2011

Cosa resta del Lido di Venezia

E di Venezia: storia di quello che non sarà raccontato nei giorni dei divi in laguna

di Filippomaria Pontani

Di che stupirsi? La Legge speciale per Venezia, destinata a segnare lo sviluppo della città per anni, viene partorita in questi mesi dall’ineffabile veneziano Renato Brunetta, anch’egli professore di economia, e si fonderà sui medesimi principi fin qui illustrati: la sublagunare, il porto offshore, Veneto City, un turismo accanito senza se e senza ma, e per di più una soverchiante centralizzazione a livello nazionale, per la totale mortificazione delle autorità locali. A questo progetto il PD, tanto per non smentirsi, ha presentato non uno ma ben due disegni di legge alternativi, per di più radicalmente diversi tra loro, uno a firma di Andrea Martella e uno di Felice Casson (in molti si chiedono, oggi, cosa sarebbe successo se nelle Comunali del 2005 avesse vinto Casson invece di Cacciari: perse per una manciata di voti). Non conta nulla che perfino il presidente dell’Ente nazionale per il Turismo, Piero Marzotto, abbia definito Venezia “già iper-spremuta”; né tanto meno che l’Unesco, sollecitata da Italia Nostra, stia valutando se rimuovere Venezia dalla lista aurea dei siti “patrimonio dell’umanità” per gravi inadempienze nella tutela. Potranno forse contare qualcosa i comitati, che – unica luce di speranza in questo buio – sorgono vigorosi a far sentire le loro ragioni? Chi vorrà capire di più di tutto questo affare potrà consultare il sito benemerito e sempre battagliero di “Un altro lido” (in occasione della Mostra, si mobilitano già oggi alle 15) e quello di Italia nostra, dove tutti i problemi qui appena accennati sono discussi con dovizia di particolari e continui aggiornamenti.

Ecco: chi verrà a Venezia per vedere la Mostra del Cinema, o seguirà di lungi i fasti delle passerelle e delle dive, tenga in mente che si tratta dello stanco rito di un’isola violata, in una città sempre più affollata e sempre più spopolata, sempre più universale e sempre più impotente, sempre più accerchiata da soldi finti, sempre più chiusa in un futuro da triste attrazione.

(foto Kurt Hutton/Picture Post/Getty Images)

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