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  • martedì 23 Agosto 2011

Diario della guerra in Libia

La storia completa e le foto, dalle prime proteste di febbraio alla battaglia di Tripoli di questi giorni

di Nadia Ferrigo

1 maggio 2011 Il figlio più giovane di Gheddafi, Saif al Arab Gheddafi, sarebbe stato ucciso insieme ai suoi tre nipoti da un bombardamento NATO.

3 maggio 2011 Alla Camera dei Deputati si discutono le mozioni sull’intervento militare in Libia presentate dai vari gruppi parlamentari.

8 maggio 2011 Un barcone proveniente dalla Libia si è incagliato e decine di persone, tra forze dell’ordine e semplici cittadini, si sono gettati in acqua per salvare le oltre 500 persone che ospitava, tra cui molte donne e bambini. Sul Post Elena Favilli parla del fronte dimenticato della guerra in Libia, finito sulle cronache dei giornali solo nei primi giorni della rivolta contro Gheddafi e poi quasi del tutto dimenticato: Zintan e Yafran, piccole città di montagna occidentali.

9 maggio 2011 Nella notte la NATO bombarda alcuni obiettivi nella capitale della Libia, Tripoli, con un’intensità molto superiore a quella delle ultime settimane. Nei bombardamenti precedenti erano stati colpiti gli uffici della televisione di Stato e dell’agenzia di stampa governativa.

20 maggio 2011 Barack Obama rivolge un discorso al mondo arabo. Nel frattempo la NATO affonda otto navi da guerra dell’esercito di Gheddafi.

25 maggio 2011 Sono passati due mesi dall’inizio della guerra: secondo il New York Times non sarà una cosa breve, mentre secondo l‘Independent, che pubblica l’estratto di una lettera che il capo del governo libico, Baghdadi Mahmudi, starebbe per inviare ai leader internazionali, Gheddafi sarebbe disposto a concedere un cessate il fuoco immediato.

27 maggio 2011 Secondo la NATO il regime di Gheddafi avrebbe minato l’area intorno a Misurata per impedire alla popolazione locale e ai ribelli di allontanarsi dalla città.

5 giugno 2011 L’organizzazione umanitaria Human Rights Watch denuncia i ribelli libici di tenere arbitrariamente in custodia decine di civili sospettati di collaborare con il regime di Gheddafi, e lo stanno facendo senza processarli e negando i loro diritti fondamentali.

6 giugno 2011 Il regime porta i giornalisti a vedere le persone ferite dalla NATO, e a volte salta fuori che la NATO non c’entra.

12 giugno 2011 Report trasmette un filmato girato dalla scorta del generale libico Hussein El Warfali, uno tra i più fedeli al regime di Gheddafi. Il servizio, destinato allo stesso Gheddafi, testimonia l’avanzata di un gruppo di mercenari e soldati leali al regime dalla città di Ben Jawad a Bengasi nelle prime settimane di marzo, prima dell’intervento internazionale.

15 giugno 2011 Le forze ribelli riescono ad avanzare in diversi settori nell’area orientale e nella zona occidentale della Libia. Un video mostra le sgangherate operazioni militari dei ribelli.

19 giugno 2011 I ribelli libici dicono di aver trovato migliaia di documenti che provano dettagliamente come Muammar Gheddafi abbia dato personalmente ordine ai suoi generali di bombardare la città di Misurata senza preoccuparsi della presenza di civili.

20 giugno 2011 La NATO ammette che i bombardamenti a Tripoli potrebbero aver causato “un certo numero di vittime civili”.

24 giugno 2011 La Camera dei deputati degli Stati Uniti boccia sonoramente una misura che autorizzava il presidente a una serie di poteri sulla guerra in Libia: per la prima volta in 12 anni i deputati votano contro un’operazione militare voluta dall’amministrazione.

30 giugno 2011 L’esercito francese ammette l’invio di mitragliatrici, fucili e lanciarazzi ai ribelli libici, ma solo “a scopo difensivo”.

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