La crisi italiana vista da fuori

La bancarotta è tutt'altro che da escludere e avrebbe conseguenze disastrose, scrive Foreign Policy, ma la cura può funzionare

2. Obbligazioni europee
L’istituzione di una unione fiscale vera e propria in Europa consentirebbe ai governi di finanziarsi anche con strumenti come le obbligazioni europee. I governi potrebbero mettersi d’accordo per ottenere metà dei loro nuovi fondi dalle obbligazioni. Se così l’Italia non fosse in grado di ripagare parte del proprio debito, altri paesi potrebbero provvedere, avendo voce in capitolo nella politica fiscale del nostro paese e viceversa. Il sistema ha il merito di essere trasparente e non farebbe decadere l’incentivo ad approvare nuove riforme. Potrebbe essere la soluzione migliore, ma i paesi con economie solide non lo vedono di buon occhio perché comporterebbe tassi di interesse più alti. La Germania ha fatto capire più volte di non essere d’accordo con questo sistema se non nel lungo periodo e dopo la nascita di una Unione politica vera e propria.

3. Aiuti internazionali
Il Fondo Monetario Internazionale e i membri del G20 potrebbero accollarsi il costo del salvataggio dell’Italia e avrebbero, del resto, molti interessi per farlo – a partire dalla necessità di scongiurare un effetto a catena e un peggioramento della crisi a livello globale. Una simile opzione sarebbe più politica che economica e avrebbe un costo significativo per l’Europa in termini di controllo delle proprie politiche all’interno dell’Unione. Il G20 potrebbe imporre regole chiare e da seguire con impegno da parte dell’Italia per ottenere gli aiuti, ma una simile opzione sottrarrebbe controllo agli altri Stati dell’Unione. A partire dai più forti economicamente, come Francia e Germania.

In realtà, conclude Foreign Policy, se i problemi dell’Italia dovessero ancora peggiorare sarebbe necessario un mix di tutte e tre le opzioni per superare la crisi e scongiurare il fallimento. Molte delle misure fino a ora adottate rispecchiano del resto le tre soluzioni, cosa che suggerisce come la terapia per curare il nostro paese sia stata sostanzialmente già avviata.

Questa terapia combinata è stata già messa in campo a un livello molto più grande di quanto molti osservatori abbiano notato: attraverso i sistemi di emergenza della BCE a sostegno delle banche e per l’acquisto dei titoli di Stato, tramite l’emissione di bond garantiti da parte dell’EFSF e il ricorso al Fondo Monetario Internazionale in soccorso della Grecia, dell’Irlanda e del Portogallo. Ma man mano che la crisi si espande verso altre grandi economie dell’Europa, potrebbe essere necessario aumentare il dosaggio.

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