Che cos’è la Tobin Tax?

L'ha inventata quest'uomo, che ha vinto il premio Nobel, e potrebbe essere la soluzione a molti problemi: una guida per capire di cosa si sta parlando

di Emanuele Menietti

In Germania gli investitori sono scettici su un simile provvedimento, ma Angela Merkel sembra essere sempre più convinta che possa essere una buona idea per portare nelle casse dei paesi dell’euro qualche soldo in più per ridurre il loro indebitamento. Questa soluzione consentirebbe al Cancelliere di spostare il confronto con gli altri paesi europei dalla proposta sulle obbligazioni europee, che comporterebbe l’aumento dei tassi di interesse per i paesi con una migliore economia come il suo. Inoltre, il Parlamento Europeo ha già votato una risoluzione lo scorso 8 marzo che chiede l’introduzione della TTF a livello globale o almeno in Europa, provvedimento che porterebbe nelle casse dell’Unione Europea circa 200 miliardi di euro ogni anno, riducendo le speculazioni.

Reazioni
Come era prevedibile i mercati non hanno accolto positivamente la proposta tassazione delle transazioni finanziarie. Secondo i detrattori, un simile provvedimento potrebbe danneggiare la ripresa economica nei prossimi anni dopo la crisi, inducendo gli investitori a ridurre la quantità delle loro operazioni finanziarie. Il sistema potrebbe poi favorire alcuni Stati a sfavore di altri, dicono i critici, rendendo difficili le politiche di compensazione e riequilibrio.

Si farà?
Della Tobin Tax / TTF si parla letteralmente da decenni, ma dalla fine di Bretton Woods a oggi – istituzione dell’euro a parte – non ci sono stati grandi accordi su scala globale per ridurre le speculazioni e tenere a bada i mercati. Secondo i più pessimisti, i governi si sono lasciati sfuggire di mano il mercato e ora non riescono più a stargli dietro, anche a causa dei singoli opportunismi che riducono le possibilità di trovare accordi a livello internazionale.

È difficile quindi prevedere un esito positivo per la TTF nei prossimi mesi, anche se Francia e Germania vogliono riaprire il confronto sia in Europa che in ambito internazionale al G20. Per farsi un’idea della difficoltà nel mettere tutti d’accordo su un simile provvedimento basta pensare alla realtà “unitaria” dell’Europa. La proposta del marzo scorso è osteggiata dalla Gran Bretagna, il principale mercato finanziario europeo, che si è detta disposta ad adottare la TTF solo a patto che sia applicata su scala internazionale e non solo in Europa. Senza una regola uguale per tutti, la Gran Bretagna si opporrà al provvedimento facendolo probabilmente arenare.

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