Perché Google ha comprato Motorola

E che cosa cambia per la concorrenza, nonché per chi i telefonini li compra

di Emanuele Menietti

Gli altri
L’acquisizione non è una buona notizia per le società che non fanno parte dell’OHA e principalmente per Nokia e RIM, ultimamente in affanno e schiacciate dalla concorrenza di Android e di Apple con il suo iPhone. Google ora ha l’opportunità di seguire almeno in parte il modello della società di Steve Jobs, che si è rivelato vincente, lasciando poco spazio nel mercato degli smartphone per chi non usa il suo sistema operativo. Nokia continua a vendere milioni di cellulari a basso costo, ma fatica ancora ad affermarsi nell’area dei telefonini avanzati e punta molto sui recenti accordi con Microsoft per recuperare il terreno perduto. RIM ha il vantaggio di produrre sia l’hardware che il software, ma non ha innovato molto negli ultimi anni mantenendo un certo conformismo con i propri BlackBerry.

Ci sono anche altri concorrenti che potrebbero subire la concorrenza di Motorola gestita da Google. HP ha puntato sull’acquisizione di Palm, società un tempo all’avanguardia nella costruzione di palmari caduta poi in rovina e infine acquisita dall’azienda informatica, per ritagliarsi un posto nel mercato degli smartphone e dei tablet, ma l’operazione fatica a decollare e a ottenere visibilità.

Microsoft
Secondo Larry Dignan di ZDNet, la mossa di Google potrebbe spingere Microsoft a rivedere in parte la propria strategia. La società informatica si occupa con Windows Mobile degli smartphone, ma fino a ora ha solo offerto il sistema operativo lasciando ai singoli produttori il compito di adottarlo sui loro dispositivi. Con Nokia è poi nato un accordo privilegiato teso a produrre software e hardware molto integrati e più compatibili, ma si tratta di un rapporto commerciale che potrebbe rivelarsi insufficiente. Il messaggio che indirettamente sta dando Google è: non c’è spazio per chi fa solo sistemi operativi e non si sporca le mani con la costruzione degli smartphone.

Microsoft ha in cassa quasi 61 miliardi di dollari e potrebbe decidere di lanciare un’offerta per l’acquisizione di un produttore di cellulari. I candidati più probabili per una simile operazione appaiono al momento Nokia e RIM: entrambe offrono buone potenzialità per l’espansione dei settori legati alla produzione degli smartphone e dei tablet. Un’acquisizione di questo tipo avrebbe un enorme impatto sul mercato e cambierebbe sensibilmente la natura di Microsoft, che del resto inizia a essere in affanno con il suo modello tradizionale di produttore di sistemi operativi per i computer tradizionali in un momento in cui l’informatica si sta spostando rapidamente verso i tablet.

Tablet
Google ha puntato su Motorola anche per esplorare e sperimentare nuove soluzioni per i tablet. Il motore di ricerca ha messo in piedi una versione di Android che si chiama Honeycomb e che è stata adottata proprio da Motorola sullo Xoom, il suo primo tablet molto simile all’iPad e che ha raccolto diverse recensioni positive. Tutti i principali esperti di tecnologia hanno però concordato su un punto: lo Xoom non ha portato nulla di nuovo rispetto alle innovazioni messe in campo da Apple. Il tablet è stato comunque realizzato con una stretta collaborazione tra Google e Motorola, una sorta di anticipazione di quello che potrà essere il futuro insieme delle due società.

E poi c’è la TV
Oltre agli smartphone e ai tablet, Motorola si occupa anche della produzione di decoder da collegare al televisore per la TV in digitale e per vedere i film e i programmi televisivi on demand, specialmente delle televisioni via cavo negli Stati Uniti. Google ha lanciato lo scorso anno il progetto Google TV per trasformare i televisori in una sorta di grandi smartphone, ma l’iniziativa per ora non ha ottenuto molto successo anche a causa della mancanza di dispositivi in grado di funzionare con il nuovo sistema. Il motore di ricerca potrebbe ora mettere mano ad Android per realizzare una nuova versione studiata per i prossimi decoder di Motorola, aumentando le probabilità di far crescere il suo sistema per la televisione.

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