Il casino dei conti pubblici italiani

Una spiegazione sintetica: perché siamo messi male, cosa ci chiede l'Europa, cosa pensa di fare il Governo per uscirne

– le pensioni
La Lega Nord si è opposta fermamente a ogni intervento sulle pensioni, specialmente quelli volti ad aumentare l’età pensionabile per le donne, ma un ritocco dell’attuale sistema continua a essere ritenuto probabile. Le ipotesi sono molte, come spiega il Sole 24 Ore: le principali sembrano essere anticipazioni di qualche anno di aggiustamenti già previsti e che innalzano l’età e il numero di anni di contributi necessari per andare in pensione di anzianità.

– nuove tasse
Per quanto riguarda l’imposizione di nuove tasse, le possibilità in discussione sarebbero parecchie. In primo luogo le rendite finanziarie: già ieri Tremonti ha detto che il governo “non ha nulla in contrario” ad aumentare la tassazione dal 12,50 per cento al 20 per cento per tutti gli strumenti di investimento tranne i titoli di Stato. Le imposte sui guadagni dei conti correnti bancari e postali verrebbero invece diminuite, dal 27 al 20 per cento.

Si parla poi di un aumento dell’IRPEF (l’imposta sul reddito delle persone fisiche, con cui lo Stato guadagna circa un terzo delle sue entrate): in sostanza, gli stipendi del settore privato tra i 90.000 e i 150.000 euro all’anno dovrebbero essere tassati di un ulteriore 5 per cento, mentre quelli oltre i 150.000 euro del 10 per cento. La misura rimarrebbe in vigore per due o tre anni. Simili aumenti anche per i lavoratori autonomi, mentre gli stipendi del settore pubblico avevano già ricevuto un aumento molto simile della tassazione con la legge finanziaria del 2010. Come si vede, l’intervento interessa soprattutto i redditi medio-alti, e per questo motivo all’interno della maggioranza ci sono stati malumori per un provvedimento ritenuto “di sinistra”.

Sembrerebbe invece meno probabile un’imposta patrimoniale, di cui si è parlato molto in questi giorni. Si tratta di un’imposta che incide cioè non sui redditi ma sui patrimoni: i risparmi sui conti correnti, i beni immobiliari e così via.

I sindaci potrebbero inoltre iniziare a riscuotere le addizionali municipali previste dal cosiddetto federalismo fiscale già dal prossimo anno, mentre i trasferimenti dello Stato agli enti locali saranno ridotti di 9,5 miliardi di euro nei prossimi due anni.

– misure per l’aumento della produttività
La produttività è una misura molto usata in economia, che indica propriamente la quantità di beni e servizi che il lavoratore produce in una determinata unità di tempo. In generale, le teorie economiche attuali legano molto strettamente la produttività di un paese con il suo benessere, e in questo indicatore l’Italia non ha mai brillato tra i paesi industrializzati. Per aumentare la produttività sarebbe allo studio l’accorpamento di festività non religiose, come il 1 maggio, il 25 aprile e il 2 giugno, alla domenica più vicina. La proposta è stata criticata da molte associazioni del settore turistico, perché eliminerebbe i “ponti” e quindi molte vacanze brevi, nonché dall’opposizione per l’idea che un intervento del genere possa da solo risolvere uno dei problemi cronici dell’economia italiana.

– altre misure
Negli ultimi giorni sono stati nominati moltissimi altri interventi possibili: nuovi tagli ai ministeri, liberalizzazioni delle professioni, privatizzazioni di servizi pubblici locali, una spinta maggiore per combattere l’evasione fiscale. Non è noto quali di queste saranno adottate dal Governo e quali no, anche perché molte di queste sono controverse e contestate: la liberalizzazione delle professioni è come sempre osteggiata dagli ordini professionali e da un grosso pezzo del centrodestra, le privatizzazioni dei servizi pubblici locali non vedono d’accordo un grosso pezzo della sinistra.

foto: Marco Secchi/Getty Images

« Pagina precedente 1 2