Tutti a Nord

Il libro che immagina il 2050, e spiega che le maggiori crescite demografiche si avranno sopra il 45° parallelo

di Laurence C. Smith

Cosí, a differenza del fondale del Mar Glaciale Artico, neppure le terre nell’estremo Nord sono una frontiera ancora vuota. La Siberia ospita 35 milioni di persone, che in maggioranza vivono in città con piú di un milione di abitanti. Il Canada e l’Alaska ne hanno insieme 34 milioni, i paesi nordici 25 milioni. Tuttavia stiamo pur sempre parlando delle piú basse densità di popolazione della Terra, soprattutto in Canada e in Russia che hanno, rispettivamente, solo tre e otto abitanti per chilometro quadrato. Se tutti i canadesi venissero imbarcati in aereo e ridistribuiti uniformemente per il paese, ogni uomo, donna e bambino avrebbe i suoi 33 ettari di spazio. La stessa ridistribuzione in Cina darebbe meno d’un ettaro per persona, e in India meno di mezzo. Ma nessun posto del pianeta ha una regolarità simile. Ci concentriamo in determinati luoghi per determinati motivi: terreni fertili, nodi commerciali strategici, corsi d’acqua e cosí via. I vincoli fisici hanno sempre influenzato la distribuzione degli insediamenti umani nel passato, e continueranno a farlo nel futuro. Ovviamente uno dei freni maggiori all’insediamento umano in queste aree settentrionali è sempre stato il freddo.
Come regola generale, piú la latitudine è alta, piú il freddo è rigido (e anche la stagionalità, ovviamente) – e meno c’è gente. Tuttavia, vicino al mare le cose cambiano. Grazie alla geografia dei continenti e alla notevole capacità termica dell’acqua, le temperature atmosferiche non variano solo tra nord e sud, o tra le basse latitudini e le alte, ma anche in base alla distanza dal mare a occidente.

Pensate ad esempio alla linea del 45° parallelo N descritta prima. Sulla costa dell’Oregon, che si affaccia sul Pacifico, la temperatura media diurna di gennaio a questa latitudine è di 11 °C. Se ci spostiamo a est, lungo il confine tra il Montana e il Wyoming, attraverso il South Dakota e Minneapolis, quella media precipita a –5,5 °C. Le temperature restano sottozero anche a Green Bay, nel Wisconsin (patria dei Packers), Ottawa (–6,6) e Montreal (–5,5), ma si impenna all’improvviso per i capitani delle navi sull’Oceano Atlantico, grazie alla Corrente del Golfo e alle sue estensioni settentrionali che portano acqua calda dai tropici fino su al nord. Il loro calore scalda le spiagge della Francia del sud (9,4) dove passa il 45° parallelo nord, e indugia per un po’ sull’Europa occidentale. Ma a Milano (4,4 °C) il tepore sta diminuendo di nuovo e a Stavropol,’ in Russia (–3,8), è ormai scomparso del tutto. Se seguiamo le medie di gennaio a quest’unica latitudine, scopriamo che le temperature variano di piú di trenta gradi!

È il cosiddetto effetto continentale, per cui l’interno dei continenti sperimenta inverni piú freddi ed estati piú calde mano a mano che aumenta la distanza da un grande oceano, soprattutto nelle loro metà orientali. L’effetto continentale contribuisce a creare il freddo tremendo della Maledizione Siberiana descritta nel capitolo v, e l’estensione verso sud del permafrost nel Canada e nella Russia orientali. È quel che obbliga gli abitanti di Ottawa a imbacuccarsi nei piumini d’inverno, mentre a est, a Milano, la gente se ne va in giro con cappottini leggeri e sciarpe alla moda. È uno dei motivi per cui la penetrazione settentrionale degli insediamenti umani è stata maggiore nel Canada occidentale che nel Canada orientale, e nella Russia occidentale piú che in quella orientale. Insieme al calore della Corrente del Golfo e alla Corrente nord-atlantica, spiega perché la maggior parte della popolazione eurasiatica a nord del 45° N si ammassi sul lato occidentale del continente, ed è quindi alla base delle configurazioni storiche degli insediamenti agricoli in Europa.

È uscito per Einaudi “2050” (traduzione di Susanna Bourlot), il libro dello studioso di clima Laurence C. Smith di cui il Post aveva anticipato uno degli scenari descritti al tempo della sua pubblicazione negli Stati Uniti.

© 2010 Laurence C. Smith All rights reserved
© 2011 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino
(foto: veduta di Nook, Groenlandia, Oliver Schauf)

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