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  • venerdì 8 Luglio 2011

Il caso News of the World, dall’inizio

Dal 2005 a oggi, la storia giornalistica e giudiziaria dello scandalo che ha portato alla chiusura di uno dei più antichi giornali britannici

di Francesco Costa

L’inchiesta parlamentare
Finisce l’inchiesta di Scotland Yard, comincia quella del parlamento britannico. Goodman e Mulcaire fanno causa a News of the World accusando la testata di averli scaricati, ma i provvedimenti non arrivano a conclusione dal momento che il tabloid li risarcisce proponendo – e ottenendo – la firma di un accordo che li impegna a non parlare più pubblicamente della vicenda. Nel corso dell’inchiesta parlamentare vengono però sentiti diversi altri ex giornalisti del News of the World, che fanno vacillare la versione di Coulson, l’ex direttore. Tutti sostengono che l’atmosfera in redazione era ultra competitiva e che il direttore spingeva i giornalisti a fare qualsiasi cosa – lecita o illecita – pur di ottenere uno scoop.

Una newsletter sul dannato futuro dei giornali

La dura vita del giornalista di tabloid
Nel 2006, a gennaio, una balena finì intrappolata nel Tamigi per qualche strano accidente e decine di tabloid sguinzagliarono i loro giornalisti su navi e battelli per cercare di fotografarla. Un giornalista del Sunday Mirror, tabloid rivale del News of the World, si tuffò nell’acqua gelata per avvicinarsi a quella che credeva essere la balena: le foto dell’uomo bagnato in acqua furono pubblicate da tutti i giornali. Al News of the World non furono contenti. “Se non si butta anche il nostro giornalista e non si fa fotografare mentre salva la balena spingendola verso il mare, allora meglio che non torni più e basta”, disse il direttore Coulson, secondo quanto ricorda un giornalista che lavorava lì in quei giorni. Un altro giornalista venne inviato nelle acque del Mare del Nord alla ricerca della “famiglia della balena”. Avete capito, insomma: quella del giornalista di tabloid è una vitaccia. E Coulson non la rendeva più semplice: una volta costrinse un suo giornalista a chiudersi per 24 ore dentro una scatola di plastica, come esperimento per verificare il trucco di un illusionista. Ma non era solo il News of the World: erano tutti. Anche per le intercettazioni telefoniche, dicono molti testimoni. Bastava procurarsi o indovinare il codice PIN delle segreterie telefoniche e il gioco è fatto.

Si chiude l’inchiesta parlamentare
Lo scorso febbraio la Camera dei comuni ha concluso la sua indagine, accusando il News of the World di comportamenti scorretti e finendo quindi per gettare nuovamente la palla nel campo di Scotland Yard, che ha ancora nei suoi archivi i nomi delle centinaia di persone vittime di quei comportamenti. È capitato che uno di questi chiedesse conto alla sua compagnia telefonica del movimento sulla sua segreteria, e che questa verificasse attraverso la polizia la presenza effettiva del suo nome nella lista. Per le persone coinvolte in episodi del genere è come vincere la lotteria: News International spesso non lascia nemmeno cominciare le cause legali offrendo cospicui risarcimenti. L’altro nodo è quello che riguarda Coulson: moltissimi dei personaggi sentiti dalla commissione dicono di essere certi del fatto che il direttore sapesse tutto. Passano le settimane e crescono le pressioni sul suo conto.

Il caso si riapre
A scandalo ufficialmente concluso, il tabloid di Murdoch dice di avere intenzione di applicare una politica di “tolleranza zero” nei confronti di simili comportamenti. A settembre il caso però arriva nuovamente sulle pagine dei giornali (cioè del Guardian, del New York Times e di pochi altri, fino a quel momento), perché un personaggio televisivo britannico nota che qualcuno ha tentato ripetutamente di accedere alla sua casella telefonica. Chiede alla sua compagnia telefonica e questa risale all’utenza di un altro giornalista del News of the World. Viene aperta una nuova inchiesta, e del caso si occupano anche l’authority britannica per la stampa nonché un’indagine interna di News International, che intanto sospende il giornalista in questione. Nel frattempo il Guardian pubblica le testimonianze di altri ex giornalisti di News of the World che dicono che Coulson sapeva delle intrusioni nelle utenze telefoniche dei vip o le aveva addirittura commissionate.

Le dimissioni di Coulson e la nuova inchiesta
Dopo molte settimane di pressioni politiche, costellate da nuovi dettagli e rivelazioni sul suo conto, Andy Coulson capisce che la vicenda sta diventando delicata anche per il governo Cameron, nonostante con questo non avesse nulla a che fare, e decide di dimettersi. Scotland Yard decide di aprire una nuova inchiesta, l’operazione Weeting. Dopo quattro mesi arrivano i primi arresti. In aprile la polizia ferma Ian Edmonson e Neville Thurlbeck, giornalisti del News of the World, con l’accusa di avere avuto illegalemente accesso a segreterie telefoniche di terzi. Una settimana dopo viene arrestato un altro giornalista, James Weatherup.

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