Questa donna al posto di Strauss-Kahn?

Il Post è favorevole, per diverse ragioni

di Emanuele Menietti

Lagarde ha il solo svantaggio di essere francese come Dominique Strauss-Kahn e questo porterebbe a due direttori consecutivi di origine francese, cosa che potrebbe non piacere ai paesi che spingono per un cambiamento più netto alla direzione del Fondo. Un avvicendamento tra due francesi si era comunque già verificato in passato: dopo quasi dieci anni di direzione, nel 1987 Jacques de Larosière ebbe come successore Michel Camdessus.

Grazie ai suoi 25 anni di permanenza negli Stati Uniti, Lagarde ha stretto numerosi contatti a Washington, anche grazie al suo inglese fluente e senza particolari inflessioni. Nel 2009 ha sorpreso gli statunitensi partecipando alla trasmissione satirica “The Daily Show” di Jon Stewart, riscuotendo molto successo per il suo senso dell’umorismo e per la sua determinazione contro i manager delle banche in parte responsabili della recente crisi finanziaria.

Nella storia professionale e politica di Christine Lagarde non ci sono particolari macchie. Un procuratore francese ha chiesto di avviare un’indagine su un suo possibile abuso di potere nella gestione di un risarcimento verso l’ex ministro e uomo d’affari Bernard Tapie nel 2007. Lagarde ha respinto le accuse dicendo di aver agito con il massimo rigore e con la massima trasparenza.

Infine, Lagarde gode di una grande stima da parte del cancelliere tedesco Angela Merkel, e la posizione della Germania sul prossimo direttore dell’FMI potrebbe rivelarsi fondamentale. Merkel potrebbe proporre un candidato tedesco, qualcuno ipotizza di facciata, per dimostrare di voler far contare maggiormente il proprio paese all’interno del Fondo, ma Lagarde dovrebbe comunque godere del sostegno del cancelliere. Lagarde e Angela Merkel hanno un rapporto molto amichevole, e il ministro dell’Economia francese ha contribuito ad attenuare gli screzi nel difficile rapporto tra l’Eliseo di Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco.

Lo scorso maggio Lagarde si rifiutò di iniziare un importante incontro fino a quando non fosse arrivato un sostituito del ministro delle finanze della Germania, che si era ammalato. «Non ci può essere nessun accordo senza i tedeschi» disse in quell’occasione Christine Lagarde, dimostrando le proprie qualità di negoziatrice.

foto di ERIC FEFERBERG/AFP/Getty Images

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