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  • venerdì 13 Maggio 2011

La carta di credito di Augusto Minzolini

La storia del "benefit compensativo" concesso e poi ritirato da Masi al direttore del Tg1, che ha portato a un'indagine per peculato

Alla fine della lettera, però, Masi comunica che “le carte di credito aziendali assegnate ai direttori di testata sono state sospese su mia iniziativa a far data dal 1 dicembre 2010. Quindi la fenomenologia fin qui segnalata non potrà più, per definizione, verificarsi in futuro”. Come ad ammettere l’esistenza di un’anomalia, di un fenomeno da contenere. Intanto sale la somma spesa da Minzolini oggetto delle attenzioni: da luglio 2009 a ottobre 2010 sono 86.000 euro. Qualche giorno dopo l’Italia dei Valori presenta un esposto in procura, insieme a un’associazione dei consumatori. A metà di marzo emerge che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo, senza indagati e senza ipotesi di reato, sull’uso della carta di credito aziendale da parte di Minzolini, in relazione all’esposto dell’Italia dei Valori.

L’accordo tra Minzolini e Masi
Una settimana dopo Augusto Minzolini afferma che restituirà all’azienda i 63.000 euro spesi con la carta di credito aziendale. «Vogliono usare questa storia dei rimborsi spese per tenermi sotto schiaffo, ma io non ci sto. Io quei soldi ora li restituisco». Viene fuori quindi un altro dettaglio dell’accordo tra Minzolini e Masi. Al momento di insediarsi alla direzione del Tg1, infatti, Minzolini era titolare di una rubrica settimanale su Panorama, Minzulpop, che la RAI gli chiese di interrompere per dare all’azienda il diritto di esclusiva. In cambio, Minzolini avrebbe avuto il “benefit compensativo” della carta di credito con limite di spesa da 5.200 euro al mese. Nel giro di poche settimane, in tre rate, Minzolini rimborsa i 63.000 euro alla RAI, chiudendo il contenzioso con l’azienda secondo un accordo con il direttore generale Masi. Nel frattempo, Minzolini ricomincia a tenere la rubrica Minzulpop per Panorama.

A che punto siamo
Martedì la Guardia di Finanza è stata nella tesoreria della RAI, acquisendo tutto il materiale sulle spese di Augusto Minzolini, ricevute, estratti conto. Copia del materiale è stato acquisito dalla Corte dei Conti. Giovedì è arrivata la notizia sull’iscrizione nel registro degli indagati di Minzolini, definita dalla procura “un atto dovuto”. Il direttore del Tg1 ha detto che “contro di me è in corso un’operazione politica: l’ennesimo attacco in quel delta del Mekong che è la Rai. Dopo l’inchiesta di Trani, le polemiche dell’Usigrai, le inziative dell’Agcom è arrivato il turno della procura di Roma. Quello che mi fa sorridere ma non arrabbiare è che questa notizia finisca sui media a due giorni dalle elezioni”. Non solo, scrive Repubblica: annuncia un’azione legale di rivalsa contro la RAI. “Perché l’azienda mi ha chiesto conto del benefit 18 mesi dopo avermelo accordato”.

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