La macchina del fango internazionale contro Striscia la Notizia

E il battagliero intervento in sua difesa del senatore Lannutti

l’interrogante è venuto in possesso della replica puntuale che Striscia ha trasmesso al settimanale americano, che però non ha mai concesso il diritto di replica, che si ritiene utile riportare di seguito: “Il vostro articolo si basa su falsità e mistificazioni che non hanno riscontro nella realtà. Il pezzo descrive in maniera pretestuosa una piccola scena di Striscia la Notizia del 2008. Ci sembra impossibile che, in poche righe, un settimanale come “Newsweek” riesca a commettere così tanti errori, raccontando uno sketch in maniera completamente stravolta rispetto a come è realmente stato trasmesso. 1) La ragazza di cui si parla nel pezzo non striscia in alcun modo sul suo stomaco: entra ed esce dallo studio camminando e rimane in piedi per tutta la scena. 2) L’oggetto che tiene in mano uno dei conduttori è un guinzaglio, per fare un gioco di parole con il termine “aglio”. Quindi definire fallica la treccia d’aglio è a dir poco pretestuoso e fuorviante. La ragazza non mette in bocca e non strofina la treccia d’aglio sul suo viso, ma semplicemente si limita ad annusarne, per una frazione di secondo, il profumo. È solo una vostra perversa interpretazione il fatto che stia mimando un qualsiasi tipo di rapporto orale. 3) Nessuno dei due conduttori, da voi definiti di mezza età, tocca o ha mai toccato il sedere delle ragazze in studio. Striscia la Notizia non è il “Benny Hill Show”, ma è una trasmissione provocatoria, che da 23 anni diverte e fa satira sul mondo dell’informazione, al punto da essere, da tanti anni, oggetto di studio sia nelle Università italiane (Bocconi, Cattolica e Statale), sia in quelle europee (Sorbonne/Parigi). 4) Il costume indossato dalla ragazza non è di paillettes. 5) Non è vero che le Veline “sfilano tra un servizio e l’altro”, semplicemente aprono e chiudono la trasmissione con una coreografia di 30 secondi. 6) È sbagliata l’interpretazione che date del termine “Velina”. Veline, nell’epoca fascista, erano le comunicazioni inviate dalle autorità alla stampa allo scopo di condizionarne l’attività. 7) È assolutamente falso il sondaggio che citate, in cui si sostiene che “un numero crescente di giovani donne italiane vorrebbe diventare una velina televisiva ben pagata”, piuttosto che fare altri lavori. Nelle selezioni effettuate ogni 3 o 4 anni per il ruolo di Velina, l’80% delle partecipanti dichiara di sognare una carriera da giornalista. A seguire affermano di voler fare l’avvocato o il medico, mentre solo una piccolissima parte dichiara di desiderare di intraprendere la carriera artistica. Il fatto di voler giudicare 23 anni di gloriosa storia di una trasmissione da una gag comica, peraltro riportata in maniera assolutamente falsa, è già di per sé stesso indicativo di una vostra volontà assolutamente mistificatoria. Striscia la Notizia è il programma televisivo italiano più premiato dalla critica e più seguito per le sue inchieste giornalistiche, per la sua totale indipendenza e per l’impegno civile. Da un sondaggio pubblicato il 25 ottobre 2010 da “la Repubblica”, quotidiano ferocemente oppositore di Berlusconi, Striscia la Notizia è ritenuta la trasmissione nazionale più credibile. Ben altri sono i ruoli femminili a Striscia la Notizia che avete volutamente taciuto. Al timone del Tg satirico per diversi mesi all’anno c’è, da oltre sei anni, Michelle Hunziker, accreditata conduttrice e attrice. Tra gli inviati ci sono la giornalista Cristina Gabetti, che conduce la seguitissima rubrica “Occhio allo spreco”, dedicata all’ambiente e all’ecologia, e Stefania Petyx, che realizza eccezionali servizi sul territorio siciliano, denunciando le questioni legate al mondo della mafia. Dovreste chiedere scusa, oltre che a noi e agli italiani trattati come una massa di deficienti, anche ai vostri lettori per averli ingannati”. In una intervista a Barbie Nadeau, dal titolo: “Così Striscia vuole farmi tacere” firmato da Lara Crinò per “L’Espresso”, la giornalista di Newsweek, invece di chiedere scusa per non aver rettificato la richiesta di Striscia, si erge a vittima affermando testualmente che dopo aver pubblicato per ‘Newsweek’ un’inchiesta sull’immagine sessista proposta da Mediaset, si è ritrovata con i poliziotti in casa e una denuncia per diffamazione: «Cercano di intimidire i corrispondenti stranieri in Italia» Vive in Italia da quindici anni, e dice che lo considera “il posto migliore dove far crescere i figli”. Aggiunge pure che la nostra società “è difficile da capire, ci sono così tante variabili” e che per uno straniero questa complessità è una sfida stimolante. Barbie Latza Nadeau è americana e scrive per ‘Newsweek’, uno dei magazine americani più prestigiosi, per la sua costola online ‘The Daily Beast’ e collabora con la CNN. E’ una giornalista esperta, abituata più alla chiarezza delle testate anglosassoni che a bizantinismi dei nostri media. Eppure, per la prima volta da quando lavora, ha paura di quel che scrive. Questo perché, come ha raccontato ieri online e oggi anche sul nuovo numero di “Newsweek”, una sera dello scorso febbraio un poliziotto ha bussato alla porta della sua casa romana. “Ero a casa da sola con i bambini” racconta “e sono rimasta sconcertata quando ho visto l’agente. Mi ha detto che dovevo andare alla stazione di polizia per qualcosa che aveva a che fare con ciò che avevo scritto per Newsweek su Mediaset e Silvio Berlusconi”. Il giorno dopo Barbie Nadeau si è recata alla polizia e ha scoperto di essere stata denunciata da “Striscia la notizia” per diffamazione, a seguito di un suo articolo apparso a novembre 2010 su “Newsweek” dal titolo ‘Italy’s Women Problem’. Dopo la denuncia, in accordo con “Newsweek”, la giornalista si è presa un avvocato che la difenderà. Ma qui ci spiega perché l’azione legale di Striscia non è, secondo lei, “una mera coincidenza”. Striscia aveva chiesto a “Newsweek” il diritto di replica per contrastare le menzogne di Barbie Nadeau, ma non gli era mai stato concesso. Non c’è rimasto altro che passare alle vie legali per fare in qualche modo sentire la nostra voce a “Newsweek”. Naturalmente Striscia devolverà in beneficenza il risarcimento. L’interrogante non ha alcuna indulgenza verso i comportamenti criticabili, seppur della sua sfera privata, del capo del Governo;

considerato che a giudizio dell’interrogante:

la rappresentazione fuorviante e mistificatoria di un programma di satira di un settimanale prestigioso come “Newsweek”, che, nonostante reiterate richieste, non ha voluto pubblicare la rettifica, fa parte di una campagna mediatica, “macchina del fango” per screditare “Striscia la Notizia”;

l’indicazione al pubblico lubidrio di Antonio Ricci come ideologo del “velinismo” e dell’offesa al corpo delle donne ha verosimilmente lo scopo di indebolire un programma di satira scomodo che, con le sue inchieste irriverenti, mette davvero a “nudo” le malefatte del potere economico, delle colluse autorità vigilanti e di banchieri adusi a frodare utenti e risparmiatori senza pagare mai il conto;

la signora Nadeau, che si spaccia per vittima solo per attaccare il capo del Governo che non sembra abbia alcuna influenza sull’autore di Striscia e sul programma ed il settimanale “Newsweek”, avrebbe il dovere di chiedere scusa per aver rappresentato eventi scenici falsi e fuorvianti,

si chiede di sapere:

se al Governo risultino i fatti richiamati e quale sia la sua valutazione per gli aspetti di propria competenza;

quali misure urgenti il Governo intenda attivare per ripristinare la verità dei fatti ed impedire l’attacco concentrico ad una trasmissione libera come “Striscia la Notizia” che non sembra abbia mai censurato notizie scomode avendo cura di verificare le fonti ed aiutare milioni di consumatori, risparmiatori e famiglie a tutelarsi dalle grinfie dei banchieri e dei potentati economici.

 

 

« Pagina precedente 1 2 3