«Noi non tracciamo nessuno»

La risposta attribuita a Steve Jobs sui dispositivi Apple che registrano gli spostamenti degli utenti

Per verificare la raccolta dei dati, i consulenti del Wall Street Journal hanno utilizzato un iPhone 4 configurato per utilizzare le impostazioni predefinite di fabbrica e dotato dell’ultima versione di iOS. I servizi di localizzazione sono stati disattivati e il telefono è stato poi portato in diversi luoghi. Lo smartphone ha registrato nel file gli spostamenti anche se i servizi di localizzazione erano stati disattivati, confermando che la raccolta non avviene principalmente tramite il sistema GPS.

Negli Stati Uniti diversi membri del Congresso e altre autorità preoccupate per la possibile violazione della privacy hanno chiesto a Apple e a Google di fare chiarezza sulle scoperte degli ultimi giorni legate a iOS e Android. Il procuratore generale dell’Illinois, Lisa Madigan, ha inviato una lettera alle due società chiedendo di organizzare rapidamente un incontro per avere maggior informazioni sui sistemi che utilizzano per tracciare i loro utenti. Madigan chiede perché agli utenti non sia stata data la possibilità di disattivare una simile funzione e se sia possibile rimuovere le informazioni sugli spostamenti già compiuti.

A quanto risulta fino a ora, i dati raccolti sugli iPhone e gli iPad 3G rimangono nella memoria dei dispositivi e dei computer con i quali vengono sincronizzati, ma non vengono inviati ad Apple. La preoccupazione sulla privacy riguarda, comunque, la possibilità di accedere facilmente al file contenente gli spostamenti, che potrebbe essere visualizzato anche da altre persone che hanno accesso al proprio computer. Android invia alcune delle informazioni geografiche raccolte dagli smartphone a Google, ma con l’esplicito intento di migliorare i servizi legati alla localizzazione. Ogni utente può decidere di non inviare questi dati, che rimangono comunque raccolti nel telefono per un certo periodo di tempo come ha dimostrato Magnus Eriksson la scorsa settimana. Accedere al file comporta comunque una serie di passaggi più complessi e la sincronizzazione con il proprio computer, procedura che con Android viene svolta raramente perché il sistema operativo non è strettamente legato a un programma come iTunes per gli iPhone.

foto di Justin Sullivan/Getty Images

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