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  • giovedì 21 Aprile 2011

Aveva ragione il ministro Gelmini?

Un fact-checking sulla discussione di martedì tra Enrico Letta e il ministro Gelmini

di Jonkind

In ogni caso quanto dice Letta è sbagliato. È sbagliato nella forma (i numeri che dà non tengono conto delle cifre nette ma lorde) ma anche nella sostanza, perché dimostra di non sapere (o finge di non sapere) che i tagli dal 2012 in avanti sono già state previsti e approvati dal Parlamento nell’estate del 2008 e che quindi non stanno covando ulteriori complotti del governo sull’argomento scuola. Certo, stupisce che la Gelmini di fronte a un attacco del genere ci abbia messo cinque minuti per capire cosa stava succedendo, pigolando le promesse fatte da Tremonti, senza nemmeno ricordarsi i numeri contenuti nella sua prima legge come ministro, nel giugno di tre anni fa. L’aveva letta?

Riepilogando, l’altra sera a Ballarò abbiamo avuto: 1) un politico dell’opposizione che ha accusato il ministro dell’istruzione di voler fare nuovi tagli alla scuola tramite un documento (il PNR) che non è un legge di finanza pubblica, dimostrando inoltre di non sapere dell’effettività della legge 133 del 6 agosto 2008 e dei relativi saldi 2) il ministro dell’istruzione che, probabilmente per non aver letto nemmeno lei il PNR, non ha capito di che cifre si stava parlando e non è riuscita a difendersi con puntualità e decoro, prima pigolando che “Tremonti me l’avrebbe detto!”, poi strillando come un’aquila in giro per lo studio 3) un esagitato di simpatie ministeriali che scatta come un cane da guardia abbaiando che “minori spese” non significa “tagli” 4) un conduttore che visto il siparietto decide di troncare la discussione e passare a un collegamento esterno, soddisfatto della figuraccia fatta fare alla Gelmini.

Beh, che dire, nessuno sembra sapere di cosa sta parlando. Nessuno è veramente preparato sull’argomento ma con una sicumera invidiabile.

Un bell’esempio di informazione politica televisiva.

***

Di seguito, per completezza, il testo dell’intero paragrafo Innovazione e Capitale Umano come si legge nel PNR del governo:

“La terza area d’intervento (innovazione e capitale umano) contiene un insieme di interventi volti a promuovere e rafforzare l’innovazione, nonché a migliorare e riqualificare l’istruzione. Un grande aiuto per il raggiungimento degli obiettivi Europa 2020 per ricerca e innovazione e istruzione giungerà dal QSN 2007-2013 che, per tale finalità, programma risorse comunitarie e nazionali per 25 miliardi di euro (oltre il 62 per cento delle risorse destinate alle priorità UE 2020).

Dalle riorganizzazioni della scuola e dell’università si attendono risparmi di spesa: dai commi 411 e 412 dell’ art. 2 della legge 244/2007 e dal comma 6 dell’art. 64, dal 2009 al 2011 sono previste dalla relazione tecnica economie di spesa per il personale pari a oltre 1.293 milioni di euro nel 2009, 2.808 milioni nel 2010, 3.730 nel 2011 e 3.188 milioni di euro a decorrere dal 2012. Per l’università, a parte gli oneri previsti dalla legge delega n. 240/2010 (27,5 milioni di euro per il 2011, 96,5 per il 2012 e 176,5 a decorrere dal 2013), eventuali economie di spesa verranno valutate nell’ambito dei decreti attuativi della riforma. Tra le altre misure operative, si ricordano gli incrementi per il Fondo ordinario per l’Università (FFO) di 800 milioni per il 2011 e di 500 milioni annui dal 2012.

Rilevanti per la spesa pubblica in R&S del nostro Paese, i progetti del Ministero della Difesa Fregate FREMM e Medium Armoured Vehicles, per i quali a bilancio risultano stanziamenti di 1.435 milioni di euro per il periodo 2009-2011 e di 405 milioni di euro per il triennio 2012-2014 (leggi finanziarie per il 2006 e 2008).

Sono, infine, da segnalare le misure di sviluppo dell’ICT e delle telecomunicazioni, tra cui il completamento del ‘Piano banda larga’, per il quale le risorse disponibili a legislazione vigente corrispondono a 370 milioni di euro per il periodo 2011-2015. Per il ‘Piano nazionale per le reti di nuova generazione’ si sono predisposte operazioni di partnenariato pubblico-privato in cui sarà coinvolta la Cassa depositi e prestiti spa ma non ci sarà alcun impatto per i saldi di finanza pubblica.”

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