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  • giovedì 14 Aprile 2011

La nuova vita di Gabrielle Giffords

Come sta e cosa fa la deputata dell'Arizona colpita alla testa durante la strage di Tucson dell'8 gennaio

di Francesco Costa

Il 10 febbraio Jon Kyl ha annunciato la sua intenzione di non ricandidarsi, nel 2012. Ci sarebbero molti democratici e repubblicani interessati a quel seggio, ma la sola lontana possibilità che Giffords possa essere candidata sta tenendo tutti lontani da una discesa in campo: senza che lei se ne stia rendendo conto, Gabrielle Giffords è diventata il politico più forte e influente dell’Arizona. «Sarebbe imbattibile», ha detto a Newsweek uno dei suoi amici. Mike McNulty ha diretto la sua ultima campagna elettorale e la pensa così: «Facciamo che recupera le sue funzioni 90 per cento. Beh, in Arizona abbiamo deputati che un cervello non ce l’hanno del tutto». Suo marito, Mark Kelly, è molto più cauto. «La conosco e so che non ricoprirebbe un incarico se non fosse convinta di poterlo fare al meglio: so che metterebbe l’asticella molto in alto».

La nuova normalità
Alcune delle persone più vicine a Gabrielle Giffords sperano che questa possa assistere al lancio dello Shuttle e poi fare in qualche modo un ritorno alla vita pubblica in autunno, magari anche tornando alla Camera. I suoi medici sono molto più prudenti e insistono sul fatto che Gabrielle Giffords ha bisogno di trovare «una nuova normalità», che per forza di cose non sarà come quella precedente al grave infortunio subìto. Questo chiama i suoi affetti da abituarsi a loro volta alla vita che verrà, senza sapere come sarà. «Sono andato via per tre giorni e tre notti, in Florida per dei test in vista del lancio», ha detto Mark Kelly. «E quando sono tornato da lei ho notato dei cambiamenti, dei miglioramenti nella sua capacità di comunicare. I medici sono molto ottimisti riguardo il punto a cui arriverà tra tre mesi, tra sei mesi. Incredibilmente ottimisti. Quindi non sappiamo ancora in cosa consisterà la sua nuova normalità».

Altri non sono così ottimisti, o meglio: pensano che qualcuno potrebbe esserlo troppo. Tra questi c’è proprio McNulty, secondo cui la speranza degli amici e dei parenti di Gabrielle Giffords per un suo rapido recupero rischia di essere non più che un wishful thinking. «È come quando un bambino di sei anni pensa che basti credere fortissimamente in qualcosa perché questo si avveri. Mi sembra che gli articoli pubblicati sulla sua ripresa abbiano creato troppe aspettative, e la gente ha voglia di vedere presto Gabby di nuovo giro. Obiettivamente, non so quando accadrà».

Il 29 aprile
Nonostante le difficoltà, Giffords è stata in grado più volte di far capire una cosa: vuole assistere alla partenza dello shuttle capitanato da suo marito. Che è a sua volta una buona notizia: nei giorni successivi alla strage di Tucson, la NASA aveva individuato un sostituto di Mark Kelly, prevedendo che le complicate condizioni di salute di sua moglie gli avrebbero impedito di partecipare alla missione dello shuttle. «Pensavo che Gabby sarebbe rimasta in coma per sei mesi, e a quel punto non avremmo nemmeno discusso della mia partecipazione». I dottori non hanno ancora autorizzato la sua presenza al lancio, che comunque avverrebbe lontano dall’attenzione del pubblico e della stampa. Se si chiede a Mark Kelly quando pensa che sua moglie apparirà in pubblico, la sua risposta è scontata. «Non lo so. Dipende da lei».

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