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  • giovedì 14 Aprile 2011

La nuova vita di Gabrielle Giffords

Come sta e cosa fa la deputata dell'Arizona colpita alla testa durante la strage di Tucson dell'8 gennaio

di Francesco Costa

Poi ci sono i limiti fisici. L’emisfero sinistro del cervello, oltre al linguaggio, controlla il movimento della parte destra del corpo. Nonostante la riabilitazione, Giffords potrebbe maturare una semiparalisi permanente. In questo momento, però, la disabilità fisica è l’ultima delle preoccupazioni dei medici. «La scarsa capacità motoria non è un grosso problema, rispetto ai problemi cognitivi. La questione centrale è: la sua personalità sarà la stessa di prima? Avrà le stesse capacità intellettive?». E le emozioni. «Quanto sarà sensibile alle emozioni degli altri? Molte di queste funzioni, fortunatamente, sono guidate dall’emisfero destro del cervello». Infatti è qui che Gabrielle Giffords sta muovendo i passi migliori.

«Scherziamo molto», dice il dottor Kim. «Io le racconto cose divertenti che accadono a Washington», dice Pia Carusone, capo dello staff di Gabrielle Giffords, «e lei ride molto: quando dico che la sua personalità è intatta intendo che è con noi al 100 per cento». Il fatto che Giffords non abbia perso sensibilità emotiva è una buona notizia che ha spinto parenti e amici ad avere molta cautela nel raccontarle cosa le è capitato l’8 gennaio, che lei non ricorda.

La verità sull’8 gennaio
Nelle prime settimane, le dissero che era stata vittima di un incidente d’auto. Chiunque le faceva visita evitava ogni commento riguardo la strage. Quando Ron Barber, un suo collaboratore ferito a Tucson, ha girato un video per augurarle una pronta guarigione, è stato attento affinché la telecamera non inquadrasse le sue ferite. A un certo punto i neuropsichiatri hanno detto a Mark Kelly che era il caso di farle sapere quanto era successo. Kelly leggeva ogni mattina il giornale a Gabrielle Giffords, omettendo però ogni riferimento alla strage di Tucson. Una mattina lei se n’è accorta e gli ha strappato il giornale dalle mani. Allora lui si è deciso.

Le ha detto che un uomo le ha sparato alla testa, che il proiettile le ha passato il cranio da parte a parte e che il suo cervello ha subito dei danni. Non le ha detto tutto, però. Non le ha detto che una bambina di nove anni è rimasta uccisa. Non le ha detto che sono rimasti uccisi Gabe Zimmerman, il suo adorato collaboratore, e il suo amico John Roll, un giudice federale. «Quando chiederà qualche dettaglio in più, glieli daremo», ha detto Mark Kelly. Il punto, ha spiegato Pia Carusone, è che Giffords sembra in grado di capire tutto ma non di parlare come vorrebbe. Dirle qualcosa di così sconvolgente in un momento in cui lei non avrebbe la capacità di formulare domande «sarebbe ingiusto».

“L’Ufficio di Gabrielle Giffords”
Il giorno dopo la strage, con Gabrielle Giffords in coma e un suo collaboratore tra le vittime, i membri del suo staff si sono riuniti. Durante la discussione arriva dall’ospedale la telefonata del loro collega Ron Barber, ferito da due proiettili. «Gli dissi: sapete, credo che dovremmo tenere aperto l’ufficio della deputata, da lunedì. Gli altri si misero a ridere: avevano già deciso di farlo». Da quel momento, un’entità chiamata “l’Ufficio di Gabrielle Giffords” ha effettivamente ricoperto il ruolo di rappresentante dell’ottavo collegio elettorale dell’Arizona.

Una candidatura al Senato?
La storia di Gabrielle Giffords e le buone notizie sul suo recupero stanno avendo già delle conseguenze politiche, in Arizona. Giffords aveva ottenuto con gran fatica la rielezione alla Camera alle elezioni di metà mandato: democratica centrista, era stata attaccata con gran veemenza da un candidato repubblicano dei tea party. Dopo l’elezione aveva presentato i documenti per ricandidarsi nel 2012 – i deputati si rinnovano tutti ogni due anni, negli Stati Uniti – e così aveva fatto il suo sfidante. Aveva pensato a candidarsi al Senato, ma i sondaggi consigliavano prudenza: il senatore uscente, il popolare senatore repubblicano Jon Kyl, le dava 14 punti di distacco nei sondaggi. L’8 gennaio è cambiato tutto, anche questo.

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