• Mondo
  • lunedì 14 Marzo 2011

A Fukushima le cose peggiorano

Tutti e tre i reattori sono a rischio fusione del nocciolo, le autorità chiedono ufficialmente aiuto all'AIEA

di Emanuele Menietti

8.12 – L’esplosione che ha interessato il reattore 3 ha causato il ferimento di sei persone e 22 tecnici sono stati trattati per prevenire una eventuale contaminazione.

8.09 – In questo fermo immagine appare evidente il danno all’edificio (al centro) di Fukushima I che ospita il reattore 3 in seguito alla forte esplosione di oggi.

8.08 – Un portavoce della Tokyo Electric Power Company (TEPCO) dice che i tecnici della società starebbero valutando la possibilità di rilasciare parte dell’idrogeno dal reattore 2 di Fukushima I per ridurre la pressione.

Aggiornamento delle 8.04
Dopo i seri problemi tecnici ai reattori 1 e 3 di Fukushima I, sembra che ora ci sia una pericolosa avaria anche nel sistema di raffreddamento del reattore 2. AFP conferma che i livelli di acqua nel sistema di raffreddamento del reattore 2 sono diminuiti sensibilmente e questo potrebbe portare a un surriscaldamento del sistema. Il reattore 2 fino a ora non aveva dato particolari preoccupazioni.

— —– —

Una nuova esplosione all’impianto nucleare di Fukushima I è avvenuta oggi, mostrata dalle immagini delle telecamere puntate sulla struttura. L’agenzia di sicurezza nucleare giapponese ha dichiarato che l’esplosione, avvenuta al reattore 3, è stata causata dalla pressione dell’idrogeno e che il reattore non è stato danneggiato: ma sono in corso esami su eventuali perdite radioattive. Il reattore 3 ha seri problemi di raffreddamento come il reattore 1, il cui rivestimento in cemento si è parzialmente sgretolato sabato scorso in seguito a una forte esplosione.

Al reattore 3 è successo qualcosa di analogo: l’onda d’urto dell’esplosione ha fatto sgretolare una parete dell’edificio nel quale è ospitato il reattore. L’incidente è stato confermato dalla Tokyo Electric Power Company e un portavoce ha dichiarato che ci sono tre feriti e sette dispersi. Non si hanno ancora notizie certe sulla possibile perdita di materiale radioattivo.

L’esplosione si è verificata a causa delle alte temperature e della forte pressione all’interno del reattore, spiegano le autorità giapponesi. Il sistema di raffreddamento non ha funzionato, ancora una volta, a dovere impedendo un surriscaldamento incontrollato del reattore che alla fine ha portato all’esplosione.

Il governo è ora al lavoro per valutare l’entità del nuovo incidente e rilevare i livelli di radiazioni nella zona di Fukushima I. Il rivestimento in acciaio del reattore e il reattore stesso sono comunque integri, ha spiegato un portavoce del governo citando il direttore dell’impianto nucleare, e dovrebbero quindi esserci meno pericoli sul fronte di una contaminazione.

Negli ultimi giorni le autorità del paese hanno organizzato una enorme evacuazione per portare le centinaia di migliaia di persone che abitano vicino alle due centrali Fukushima I e Fukushima II ad almeno 20 chilometri di distanza dagli impianti. Si stima che nel raggio di 20 chilometri ci siano ancora 600 persone che hanno deciso di rimanere. A queste è stato richiesto di rimanere in casa e di non esporsi all’aria aperta.

Intanto, nel resto del Giappone settentrionale proseguono le operazioni di soccorso per le popolazioni colpite dal terremoto e dallo tsunami. A Tokyo la situazione è relativamente tranquilla, ma la vita in città è condizionata dal razionamento delle risorse e dell’energia elettrica. A rotazione, spiegano le autorità, ci saranno blackout in diversi quartieri della città per consentire a tutti di avere qualche ora di energia elettrica. La mancanza di energia è principalmente dovuta al danneggiamento di alcune infrastrutture e alla chiusura delle centrali nucleari per ragioni di sicurezza.

La stima ufficiale delle vittime continua a salire. Le autorità giapponesi parlano di 1.597 morti, cifra che non comprende le centinaia di corpi trovati lungo la costa di Sendai e che i soccorsi non hanno ancora potuto raggiungere. Notizie contrastanti, ma un poco incoraggianti, arrivano poi dalla città di Minamisanriku, spazzata via dallo tsunami. Da un paio di giorni si parla di diecimila dispersi nella zona, ma secondo Kyodo News molti avrebbero trovato rifugio nella vicina città di Tome.

« Pagina precedente 1 2 3 4 5