• Mondo
  • venerdì 11 marzo 2011

Lo tsunami in Giappone, dopo dodici ore

Il terremoto di magnitudo 8,8 ha causato alte ondate in tutta l’area del Pacifico: ci sono centinaia di morti e un’emergenza nucleare

di Emanuele Menietti

10.17 Flavio Parisi vive in Giappone dal 2004, ha un blog, e così racconta com’è stata la forte scossa di terremoto a Tokyo.

All’inizio penso che la vibrazione sia una chiamata sul cellulare, ma guardandolo, non è illuminato.

Poi comincia a ondeggiare tutto, e ho capito. Mi precipito fuori mentre dietro me cadono libri, suppellettili, e io per strada scalzo, nella fretta, senza scarpe. Tutto il quartiere è per strada, il terremoto acquista potenza, io mi sento il cuore impazzire, mi manca il fiato, si sentono rumori di roba che cade, ma la cosa più terrificante è che la terra ondeggia e si muove senza controllo sotto i miei calzini. Non riesco a reggermi in piedi e non so se è per la scossa o per la paura.

Poi smette. Chiacchiero con i dirimpettai che mi confermano che è stato forte, sette o forse otto gradi.

Nel quartiere in qualche palazzo è scattato l’allarme antincendio, perchè poi quello è il pericolo principale. Tutti gli impiegati di un ufficio sono fuori in strada, in giacca cravatta e elmetto di emergenza. Alcuni pezzi di muro si sono sbriciolati. […]

Il cielo da sereno che era si è fatto torvo, tutto risuona di sirene, elicotteri, allarmi.

Poi un annuncio con gli altoparlanti avverte che il peggio dovrebbe essere passato, tranquillizzatevi.

10.07 – La stima ufficiale delle vittime è di cinque morti, ma secondo alcuni media giapponesi ripresi da AFP, sarebbero stati accertati fino a ora 19 decessi riconducibili al terremoto.

10.01 – Lo tsunami, dice il Pacific Tsunami Warning Center, dovrebbe colpire le Hawaii tra quattro / cinque ore.

9.57 – Le stime sul numero delle vittime fino a ora accertate sono molto contrastanti. Sembrava che le autorità avessero confermato otto morti a causa del terremoto, ma le ultime stime parlano di cinque decessi fino a ora registrati. Le notizie sono ancora frammentarie.

9.54 – Le autorità delle Filippine hanno chiesto agli abitanti lungo le coste di raggiungere le aree interne del paese per ragioni di sicurezza. Le Filippine sono nella lista degli oltre 50 paesi dell’area del Pacifico che dovrebbero essere colpiti dallo tsunami nelle prossime ore.

9.51 – BBC parla di una vittima a Tokyo a causa del terremoto.

9.46 – Un terremoto così forte, magnitudo 8,9, non colpiva il Giappone da 140 anni.

9.40 – Le autorità hanno aggiornato la stima delle vittime. Per ora si parla di otto morti dovuti al terremoto e allo tsunami, ma è una stima provvisoria.

9.37 – L’ONU ha dato la propria disponibilità per aiutare il Giappone nelle operazioni di recupero e soccorso. Trenta gruppi di soccorso della comunità internazionale sono già stati allertati.

9.35 – Agenzie di stampa ed emittenti televisive iniziano a raccogliere le testimonianze da Tokyo della popolazione e tutte concordano sulla violenza del terremoto «mai sperimentata prima».

9.29 – Anche a Honolulu, Hawaii, si organizzano per evacuare le aree costiere.

9.26 – Nella Russia orientale sono iniziate le operazioni di evacuazione di circa 11mila persone per ragioni di sicurezza in vista dell’arrivo dello tsunami. L’evacuazione interessa le Isole Curili e l’isola Sachalin.

9.18 – Il governo ha allertato le squadre di soccorso, 900 persone in tutto.

9.14 – Si stima che almeno quattro milioni di persone nell’area di Tokyo siano rimaste senza corrente elettrica. Nella città ci sono circa 15 grandi incendi.

« Pagina precedente 1 2 3 4 5 Pagina successiva »

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.