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  • venerdì 11 marzo 2011

Lo tsunami in Giappone, dopo dodici ore

Il terremoto di magnitudo 8,8 ha causato alte ondate in tutta l’area del Pacifico: ci sono centinaia di morti e un’emergenza nucleare

di Emanuele Menietti

12.12 – Oltre al terremoto di magnitudo 8,8, oggi i sismografi hanno registrato altre 40 forti scosse in Giappone.

11.57 – Secondo gli esperti del Pacific Tsunami Warning Center, le onde contro le coste delle Hawaii potrebbero raggiungere i due metri di altezza. Sulla costa occidentale degli Stati Uniti si stima un’altezza intorno al metro, mentre in Sudamerica tra mezzo metro e un metro.
https://www.youtube.com/watch?v=9Dtj3AZjpPM
11.47 – Associated Press ha portato la stima delle vittime a 32.

11.45 – Lo tsunami dovrebbe raggiungere le coste del Cile nel tardo pomeriggio, intorno alle cinque.

11.44 – Sendai è la città più vicina all’epicentro del terremoto, ci abitano un milione di persone ed è la città principale della prefettura di Miyagi. La zona è principalmente rurale e, fatta eccezione per Sendai, le città della regione sono di piccole dimensioni.

11.30 – La galleria fotografica del Post dello tsunami.

11.17 – Ora Associated Press parla di 29 morti.

11.05 – Le autorità statunitensi hanno confermato un allarme tsunami per tutta la costa occidentale.

11.03 – Onagawa è il sito di una delle centrali nucleari del Giappone e, secondo Kyodo News, in uno degli edifici dell’impianto si sarebbe sviluppato un incendio a causa del terremoto.
https://www.youtube.com/watch?v=XRI9t72U4Wk
11.01 – AFP ora parla di 26 vittime in Giappone.

10.55 – Google ha messo a disposizione il suo Person Finder per semplificare il ritrovamento dei dispersi nelle aree colpite dal terremoto e dallo tsunami in Giappone, spiegano su Webnews.

Google Person Finder è una sorta di bacheca sulla quale cercare persone conosciute o fornire informazioni su persone di cui si ha notizia. È possibile altresì fornire informazioni su se stessi, assicurando così amici e famigliari mentre il disastro occupa le linee telefoniche e mette in difficoltà gli impianti elettrici. Nei luoghi dello tsunami può essere uno strumento fondamentale ed in pochissime ore sono già centinaia le segnalazioni portate sulla bacheca del Person Finder.

«Sono in salvo, ma essendo sul treno per Shinagawa non posso muovermi». «Sto bene». «Io, mia moglie e mia figlia stiamo bene». Messaggi di conforto e messaggi di ricerca, il tutto nella concitazione di attimi che i filmati provenienti dal Giappone stanno testimoniando in tutto il mondo.

10.43 – Il Guardian ha raccolto alcune testimonianze da Tokyo: manca la luce in molti quartieri, ma la vita continua normalmente con i negozi e i locali aperti. Superato lo spavento della forte scossa, la popolazione sta reagendo bene e non si hanno notizie di grandi danni agli edifici, costruiti per resistere ai numerosi terremoti che ogni anno colpiscono la zona. Il problema principale resta la sospensione dei trasporti pubblici, che potrebbe complicare il ritorno a casa dei pendolari.

10.24 – Il West Coast and Alaska Tsunami Warning Center ha preparato una mappa per illustrare il tempo che impiega lo tsunami per propagarsi nel Pacifico. Man mano che si allontana dall’epicentro del terremoto, la sua forza si attenua.

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