Contro il crocifisso sul muro

"Il crocifisso di Stato", il nuovo saggio di Sergio Luzzatto sul simbolo cristiano e l'Italia

«Penso che gli uni e gli altri abbiano ragione, a dire che senza il crocifisso di Stato l’Italia non sarebbe piú la stessa. Ma proprio per questo vorrei che fosse tolto dal muro. Perché gli italiani maturassero idee nuove – meno provinciali, piú chiare, piú generose – su che cosa significano i simboli, soprattutto i simboli che pretendono di essere universali»

di Sergio Luzzatto


Lo scrutatore aveva precisato dunque come la sua protesta non fosse circoscritta al singolo caso, non riguardasse la presenza materiale del crocifisso nell’uno o nell’altro seggio dell’ospedale Santa Croce. Si trattava di una questione generale, che andava «chiarita senza equivoci e risolta in modo uniforme per tutto il paese»: la medesima questione per cui – prima ancora di essere designato dal comune di Cuneo – il contestatore aveva pensato bene di rivolgersi per lettera al presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Era mai ammissibile che l’esercizio di un diritto fondamentale quale il diritto di voto potesse svolgersi in Italia al cospetto di un simbolo di natura confessionale, di contro alla neutralità religiosa prescritta dalla Costituzione? «Come cittadino rispettoso dei principî costituzionali, sento che è mio dovere non accettare una tale situazione, denunciandone l’incostituzionalità e rifiutando quindi di svolgere la funzione di scrutatore».
Al pari del calviniano Amerigo Ormea, lo scrutatore del seggio n. 71 aveva alle spalle un passato di militante comunista. Insegnava disegno e storia dell’arte all’istituto magistrale di Cuneo, aveva cinquantasette anni, si chiamava Marcello Montagnana. Già rappresentante sindacale della Cgil scuola, negli ultimi tempi si era dedicato, da dilettante, a studidi storia; ma anche si era impegnato in una battaglia, personale e familiare, per la difesa della Costituzione e della laicità dello Stato. Quella singolare giornata d’uno scrutatore – sabato 26 marzo 1994 – veniva da lontano, e sarebbe andata lontano. Nell’immediato, la dichiarazione di Montagnana obbligò il presidente di seggio a sospendere le operazioni di insediamento, a ottenere dal comune la sostituzione del dimissionario, a trasmettere copia del verbale all’autorità giudiziaria. Fu l’inizio di un laborioso iter processuale, che finirà per comprendere cinque gradi di giudizio. Imputato per essersi sottratto «senza giustificato motivo» all’ufficio di scrutatore, Montagnana verrà definitivamente assolto, nel marzo 2000, dalla quarta sezione penale della suprema corte di Cassazione, perché «il fatto non costituisce reato».

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È in libreria per Einaudi Il crocifisso di Stato, di Sergio Luzzatto.
Luzzatto insegna Storia moderna all’università di Torino. Per Einaudi ha pubblicato
L’autunno della Rivoluzione (1994),Il corpo del duce (1998), Il Terrore ricordato (2000), La crisi dell’antifascismo (2004), Padre Pio (2007), Bonbon Robespierre (2009). Ha inoltre curato, con Victoria de Grazia, i due volumi del Dizionario del fascismo (2002-2003), e sta curando con Gabriele Pedullà L’Atlante della letteratura italiana (2010).

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