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  • lunedì 21 Febbraio 2011

Gheddafi bombarda i libici

Arrivano notizie di centinaia di morti e accuse all'Italia: Gheddafi appare rapidamente in tv (in aggiornamento)

21,18: il Ministero degli esteri italiano ha ritenuto di smentire un coinvolgimento dell’Italia negli avvenimenti in corso a Tripoli.

21,06: “Non è una guerra civile, Gheddafi ha portato dei mercenari dai paesi africani e dall’Italia per uccidere il popolo libico”, sta dicendo ad Al Jazeera il responsabile del Lybian Information Center a Doha.

21,o4: “L’Italia ha condannato la violenza della Libia ma non troppo” ha detto ora lo speaker di Al Jazeera.

20,57: Al Jazeera sta intervistando il primo ministro del Qatar: il Qatar è stato il primo stato arabo a denunciare la repressione in Libia e a chiedere la riunione straordinaria della Lega Araba. Sta chiedendo una risoluzione dell’ONU e l’intervento di forze di pace.

20,55: Al Arabiya dice che l’aviazione potrebbe bombardare Bengazi stasera.

20,47: Silvio Berlusconi ha diffuso un comunicato in cui dice che il governo italiano è “allarmato” e che “la violenza contro la popolazione è inaccettabile”, auspicando interventi dell’Unione Europea.

20,45: la Lega Araba ha convocato una riunione straordinaria per domani.

20,09: la tv di stato libica mostra dimostranti a favore di Gheddafi e una sovraimpressione chiede ai cittadini di “fermare il complotto e il sabotaggio contro il nostro amato paese”.

20,02: alla BBC risulta che Gheddafi fosse in Libia quando oggi ha parlato col segretario generale dell’ONU.

20,00: sarebbero sette i diplomatici libici che si sono dimessi nelle ultime ore, dice Al Jazeera.

19,53: il vice ambasciatore libico all’ONU Ibrahim Dabbashim ha detto ad Al Jazeera che “questa è la fine della partita, il regime si sta sbricioando, presto sarà finita”

19,48: il Guardian dice che il viceministro degli esteri libico avrebbe negato la partenza di Gheddafi, ma sono 24 ore che lo si dice e lo si smentisce.

19,44: l’inviato di Al Jazeera sta commentando i legami di Berlusconi con la Libia e le indulgenze di oggi del governo italiano nei confronti di quello che sta avvenendo.

19,40: due aerei militari e due elicotteri civili sono atterrati oggi pomeriggio a Malta, pare che i loro piloti abbiano chiesto asilo politico.

19,37: continuamo ad accavallarsi racconti confusi sia sui bombardamenti sia sui mercenari che sparano per strada. Su Al Jazeera stanno discutendo della “Berlusconi connection” con tutto questo.

19,10: Al Jazeera sta tramsttendo rischieste di aiuto disperate da Tripoli. Circolano in rete voci di ogni genere, comprese accuse agli aerei di essere partiti dall’Italia o di essere pilotati da mercenari italiani (questa citata da Al Jazeera).

Aggiornamento 19,00: le conferme dei bombardamenti dei caccia sulla città sono ormai tantissime, e ci sono notizie di centinaia di morti e mercenari che sparano sui civili.

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In Libia la maggiore repressione delle manifestazioni di piazza contro il governo e il regime di Muammar Gheddafi si è spostata a Tripoli, dove ci sono stati numerosi scontri e secondo alcune fonti il regime avrebbe impiegato anche i caccia per bombardare chi protesta: ci sarebbero stati almeno una sessantina di morti ma le cifre sono molto varie e in evoluzione, Al Jazeera parla di quasi 250 morti. Il palazzo del governo è in fiamme e ci sono scontri anche nei pressi dell’accampamento di Gheddafi in città.

Alcune testimonianze, raccolte dalle associazioni per la tutela dei diritti civili, parlano di un bombardamento da parte della Marina militare contro i manifestanti a Tripoli. Si parla di alcune esplosioni in un’area residenziale poco lontana dal centro della città. Salem Gnan, del Fronte nazionale per la liberazione della Libia, dice che a Tripoli stanno confluendo migliaia di manifestanti per porre fine al regime.

Le autorità hanno deciso di tagliare buona parte dei sistemi di comunicazione per impedire ai manifestanti di organizzarsi. Internet è sostanzialmente inaccessibile e la rete cellulare è praticamente ferma. In alcune città il regime avrebbe anche deciso di tagliare i rifornimenti di energia elettrica per rendere più difficoltose le manifestazioni ora che inizia a fare buio.

Le notizie che arrivano sono spesso frammentarie e difficili da verificare. Bengasi e alcune altre città nell’est del paese sarebbero ora controllare dai manifestanti. Si era parlato di dimissioni dell’ambasciatore libico a Londra ma l’interessato ha smentito: una notizia simile è stata data da Al Jazeera sull’ambasciatore polacco. Per alcune ore sono circolate anche oggi voci sulla possibile fuga del leader libico verso il Venezuela. Il Segretario di stato per gli affari esteri del Commonwealth, William Jefferson Hague, ha confermato di aver ricevuto alcune informazioni riguardo l’abbandono della Libia da parte di Gheddafi. La notizia è stata però smentita dalle autorità venezuelane.

Due caccia e due elicotteri libici sono atterrati a Malta, ma non è ancora chiaro chi vi fosse a bordo. I piloti dei caccia avrebbero chiesto di poter fare rifornimento, mentre sugli elicotteri pare ci fossero alcuni cittadini francesi, forse evacuati dal paese per ragioni di sicurezza.

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