• Cultura
  • venerdì 18 febbraio 2011

I dieci migliori inni nazionali

Mano sul cuore, stringiamci a coorte e ascoltiamo quelli degli altri

Germania
È l’inno nazionale della Germania dal 1922 ed è conosciuto anche come “Deutschland, Deutschland über alles”, che poi è il suo primo verso. C’è tutta una controversa questione riguardo il testo dell’inno e il fatto che questo dovesse essere o no riscritto dopo la fine del nazismo, anche perché durante la guerra fredda la Germania est adottò un altro inno nazionale mentre la Germania ovest mantenne la melodia ma cantava solo la terza strofa. Dal 1990 la terza strofa è diventata l’inno della Germania riunificata: la si canta tutti insieme, anche se con moderazione.
https://www.youtube.com/watch?v=IdXgqubdwJw
Russia
La melodia è quella del vecchio e spettacolare inno dell’Unione Sovietica usato dal 1943 al 1991, il cui autore è Aleksandr Vasil’evič Aleksandrov: fu composta su richiesta di Stalin, che voleva sostituire l’Internazionale socialista, rea di essere stata composta da un francese. Il testo, invece, è stato composto nel 2000 da Sergej Vladimirovič Michalkov, che aveva composto anche i testi degli inni sovietici del 1944 e 1977.

Sudafrica
È l’inno del paese dal 1997 ed è di fatto la fusione di due inni: Nkosi Sikelel’ iAfrika (Dio protegga l’Africa), composto nel 1897, e Die Stem van Suid-Afrika (Il richiamo del Sudafrica), composto nel 1918. Ed è un inno il cui testo è scritto in cinque lingue, le cinque più diffuse tra le lingue ufficiali del Sud Africa, che sono a loro volta undici: lo Xhosa e lo Zulu nella prima strofa, il Sesotho nella seconda strofa, l’Afrikaans nella terza e l’inglese nella strofa finale.
https://www.youtube.com/watch?v=qXKur2FAN7g
Iraq
È uno dei più giovani al mondo, come adozione: è stato scelto come inno nazionale poco dopo la caduta di Saddam, nel 2003, proprio per sostituire quello usato negli anni della dittatura. La musica è stata composta dal compositore Muhammad Fuliefil mentre il testo è stato scritto nel 1934 dal poeta palestinese Ibrahim Touqan. La cosa curiosa è che l’inno – che si intitola Mawtini, “La mia patria” – è stato per anni anche l’inno ufficioso della Palestina.

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