Le 12 migliori canzoni di Vecchioni

Dopo ieri sera, vogliamo ricordarlo com'era

Lettera da Marsala (Robinson, come salvarsi la vita, 1979) ’O core mio fa oilì oilà.

La città senza donne (finale) (Montecristo, 1980) “Stavolta parto davvero, quanto vento stasera, che mi soffia alle spalle”. Più bella nella versione minimale alla fine del disco.

Bei tempi (Bei tempi, 1985) La terza fase di Vecchioni, dopo quella di cantautore di culto e quella di cantautore di successo, fu quella di cantautore pop da classifica: gli arrangiamenti di “Bei tempi” sono troppa grazia, potrebbe essere un pezzo di Minghi. Ma è Vecchioni, e solo lui sa fare passaggi come quello di “era, tanto, tanto tempo fa”. E poi “bei tempi” è un’espressione bellissima.
https://www.youtube.com/watch?v=2iS_7b5xi5U
Piccolo amore (Bei tempi, 1985) Bellissima. Ma anche qui, sarebbero bastati il pianoforte e il ritornello: “Di tutti i giorni che ti ho detto amore, di tutti i giorni che ho pensato amore, di tutti i giorni che ho inventato amore, sognato amore, cantato amore”.

La mia ragazza (Bei tempi, 1985) Un classico del secondo Vecchioni, che si fece largo nei mangianastri delle ragazzine, e nelle raccolte di spartiti da gita scolastica. La conclusione imprevista “la mia ragazza è il mio mestiere” è equivoca: di fatto, qual è il soggetto e quale il complemento? “Amore mio che sogni, amore ballerina” sembra tolta da “Buenos Aires” di De Gregori (e anche da “Rimmel”, naturalmente).
https://www.youtube.com/watch?v=l-iSgQSaqWU

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