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  • venerdì 11 Febbraio 2011

Mubarak si è dimesso

Dopo diciotto giorni di proteste, il presidente Mubarak lascia l'incarico al Consiglio Supremo Militare

Il vicepresidente Omar Suleyman ha annunciato le dimissioni in diretta tv

di Elena Favilli


12.22 La folla ad Alessandria, in una foto pubblicata da Al Jazeera.

12.05 La folla continua a cantare «Vattene! Vattene!» e «Il popolo vuole la fine del regime!». Decine di migliaia di persone continuano ad aggiungersi ai manifestanti a piazza Tahrir ogni ora.

11.45 L’Imam del Cairo, durante la preghiera del venerdì, ha invitato i manifestanti a resistere e continuare a rivendicare i propri diritti.

11.41 Al Jazeera pubblica una fotografia che dà l’idea della quantità di persone che si sono già radunate a piazza Tahrir.

11.27 Al Jazeera scrive che il vicepresidente Suleyman ha chiesto al Primo Ministro, Ahmed Shafiq, di nominare un vicepremier scegliendo tra un gruppo di “saggi” che hanno partecipato ai colloqui con il governo negli ultimi giorni. Il vicepremier avrebbe il compito di avviare «un dialogo nazionale».

11.10 Alcune migliaia di persone hanno iniziato a manifestare anche per le strade di Alessandria. Il corrispondente di Al Jazeera dice che il numero salirà notevolmente dopo le preghiere di mezzogiorno.

10.54 Il Consiglio Supremo Militare ha annunciato che ci saranno «elezioni libere e democratiche» ma non ha ancora comunicato una data precisa. Ha anche confermato che «lo stato di emergenza sarà rimosso solo quando la transizione politica sarà completata» e invitato le persone a tornare a casa e riprendere il loro lavoro. Non c’è stata quindi nessuna presa di posizione diversa rispetto a quanto era già stato detto ieri sera da Mubarak.

9.35 Associated Press scrive che uno degli ex ministri del governo Mubarak ha detto che il presidente sta cercando «una via d’uscita onorevole».

9.08 Al Arabiya dice che Mubarak ha lasciato il Cairo con un aereo diretto a Sharm El Sheikh.

8.14 Il Consiglio Supremo Militare ha fatto sapere di avere tenuto “una riunione importante” e che ci sarà un annuncio presto.

Aggiornamento 7.15: la tv Al Arabiya ha comunicato che oggi ci potrebbe essere un nuovo annuncio del Consiglio Supremo Militare.

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Alla fine del discorso televisivo di Hosni Mubarak giovedì sera – erano le 22 italiane – in piazza Tahrir e in tutto l’Egitto era visibile la delusione di chi si aspettava un annuncio di dimissioni. E in tutto il mondo era tangibile la sorpresa, a cominciare dagli Stati Uniti. Dal primo pomeriggio si erano succedute dichiarazioni autorevoli che avevano dato per certo che il presidente si sarebbe dimesso in serata: lo avevano detto alcuni membri del governo e del partito di Mubarak, lo avevano lasciato capire i responsabili dell’esercito, lo aveva confermato il capo della CIA Leon Panetta.

Ma Mubarak ha invece annunciato l’intenzione di rimanere in carica fino alle nuove elezioni, consegnando però i poteri presidenziali al vicepresidente Umar Suleyman. Il gesto, politicamente clamoroso, non è bastato ai manifestanti del Cairo che aspettavano un altro annuncio in piazza Tahrir: alcuni cospicui gruppi si sono spostati verso la sede della tv – dove poco dopo Suleyman ha tenuto un altro retorico discorso di assunzione di poteri e buone intenzioni – e verso il palazzo presidenziale: in entrambi i luoghi, guardati dall’esercito, stamattina stanno arrivando altre migliaia di persone.

Nel pomeriggio di ieri un ufficiale dell’esercito aveva annunciato alle persone radunate in piazza Tahrir che “le vostre richieste saranno accettate”: erano seguite ore di eccitazione e dimissioni di Mubarak date per certe e attese festosamente in piazza e in rete. Anche gli Stati Uniti sono stati spiazzati dal discorso di Mubarak, che Barack Obama ha successivamente detto in una comunicazione scritta mancare di un “chiaro e non ambiguo” messaggio di cambiamento. L’ambasciatore egiziano negli Stati Uniti ha detto più tardi alla CNN di considerare Sulayman di fatto presidente e che Mubarak non abbia più nessun potere, ma questa versione è stata messa in dubbio da molti osservatori.

Per oggi è attesa una nuova grande manifestazione al Cairo, e gli avvenimenti di ieri probabilmente contribuiranno ad aumentare la speranza di una nuova spallata al regime che sembra arretrare ogni giorno ma non vuole cadere.

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