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  • giovedì 3 Febbraio 2011

La battaglia al Cairo

Scontri, aggressioni e spari non sono cessati: cinque persone sono morte, piazza Tahrir è un campo di battaglia

12.18 – Ci sono nuovi scontri in piazza Tahrir al Cairo. Le agenzie di stampa segnalano il lancio di pietre tra i manifestanti e i sostenitori di Mubarak che sono riusciti a raggiungere l’area della protesta. Per ora esercito e forze dell’ordine non intervengono.

11.35 – In piazza Tahrir la situazione appare molto più calma di ieri. L’esercito sta mantenendo i sostenitori di Mubarak separati dai manifestanti e non si registrano scontri o particolari violenze. Diverse organizzazioni umanitarie accusano il governo di aver lasciato che si verificassero scontri violenti nella giornata di ieri. Il bilancio delle vittime oscilla tra le cinque e le dieci persone uccise nel corso delle violenze.

10.57 – I manifestanti dicono di aver trattenuto un centinaio di sostenitori di Mubarak i cui documenti d’identità sembrano indicare legami con forze di polizia e personaggi politici, riferisce Reuters.

10.37 – Sulayman, il nuovo vicepresidente egiziano, ha avviato una nuova serie di consultazioni con i partiti per trovare una soluzione alla crisi politica e istituzionale.

10.24 – Le proteste continuano anche ad Alessandria. Per le strade ci sono alcune centinaia di manifestanti, mentre mancano le forze dell’ordine. Ci sono solamente alcuni agenti, ma si occupano della gestione del traffico.

10.19 – Al Cairo ora sono le 11 passate e in piazza Tahrir iniziano ad arrivare diverse centinaia di manifestanti.

10.14 – Il governo egiziano nega di essere dietro gli attacchi contro i manifestanti di queste ore, dice l’emittente all news Al Arabiya.

09.57 – Il New York Times ha pubblicato un’efficace elaborazione grafica per spiegare gli scontri di ieri. I sostenitori di Mubarak, secondo numerosi testimoni agenti in borghese armati con pietre, coltelli e bastoni, hanno fatto irruzione superando un posto di blocco oltre il ponte 6 Ottobre in piazza Tahrir. Un gruppo di sostenitori del presidente è arrivato nella piazza in sella a cavalli e cammelli, seminando il panico tra i manifestanti che si sono difesi come potevano, tirando le pietre usate per rivestire la pavimentazione della piazza. La battaglia è andata avanti fino a sera, quando i sostenitori di Mubarak si sono dispersi e i manifestanti sono riusciti ad organizzare nuove barricate.

Aggiornamento delle 9.50
Peter Beaumont è un inviato dell’Observer al Cairo e descrive una situazione ancora drammatica in piazza Tahrir dopo gli scontri di ieri. I militari, che ieri non sono praticamente intervenuti per limitare gli scontri, hanno chiesto ai sostenitori di Mubarak di abbandonare l’area, minacciando di aprire il fuoco. In pochi minuti il ponte che porta verso la piazza è stato sgomberato. Secondo Beaumont l’esercito si dovrebbe impegnare di più anche alla luce dei buoni risultati che ottiene quando cerca di calmare gli animi. Alcune centinaia di manifestanti che chiedono al presidente di dimettersi hanno passato la notte in piazza e hanno organizzato alcune barricate per difendersi da possibili nuovi attacchi da parte dei sostenitori del regime.

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Si contano cinque morti e centinaia di feriti per gli scontri delle ultime 24 ore tra manifestanti contro il regime e sostenitori di Mubarak al Cairo. Le aggressioni che erano cominciate ieri con lanci di pietre e attacchi con cammelli e cavallli non si sono interrotte nella notte soprattutto tra piazza Tahrir e il ponte 6 Ottobre. Nella notte si è passati agli spari di armi da fuoco anche in altre aree della città e Al Jazeera ha una testimonianza su un uomo ucciso da un colpo alla testa.

L’esercito ha continuato a mantenere una presenza con i carri armati nella zona degli scontri ma non è intervenuto. Ieri sera il vice presidente Suleyman aveva ripetuto la disponibilità a discutere con le opposizioni a patto che le proteste cessassero. Molte versioni e testimonianze sostengono che i sostenitori di Mubarak che sono improvvisamente intervenuti ieri siano stati pagati e organizzati da forze vicine a Mubarak stesso e fossero anche  agenti di polizia stessi. Ci sono stati anche lanci di molotov e bombe carta, e sono state innalzate barricate improvvisate intorno alla piazza Tahrir che è ormai ridotta a un campo di battaglia, col museo Egizio pesantemente danneggiato e saccheggiato. Con le prime luci del mattino i ribelli sembrano avere riguadagnato piazza Tahrir ma è difficile capire cosa succederà nelle prossime ore e molti temono nuovi attacchi contro i dimostranti.

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