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  • giovedì 3 Febbraio 2011

La battaglia al Cairo

Scontri, aggressioni e spari non sono cessati: cinque persone sono morte, piazza Tahrir è un campo di battaglia

15.12 – Le telecamere di Al Jazeera stanno riprendendo altri scontri tra i manifestanti e i sostenitori di Mubarak. Lo schema è quasi sempre lo stesso: da una delle due parti iniziano le provocazioni con lanci di pietre e slogan, la tensione aumenta e scoppiano le violenze. L’esercito e le forze dell’ordine intervengono raramente per calmare gli animi.

14.41 – Altre informazioni date da Shafik: l’esercito ieri non è intervenuto nel timore di creare ancora più caos e aumentare il numero di feriti; il governo nega qualsiasi coinvolgimento con i sostenitori di Mubarak in piazza; le autorità non hanno idea di che cosa sia successo quando c’è stata la carica a cavallo e sui cammelli dei sostenitori di Mubarak.

14.34 – Philip J. Crowley è il portavoce del Segretario di stato degli Stati Uniti e così scrive su Twitter: «C’è in atto una campagna organizzata per intimorire i giornalisti internazionali al Cairo e interferire con il loro lavoro. Condanniamo queste azioni».

14.29 – Shafik: «Quello che è successo mercoledì non si ripeterà più». Il primo ministro conferma poi di essere ancora aperto al dialogo con tutte le opposizioni e i rappresentanti dei manifestanti, che però non vogliono cedere sul punto delle dimissioni di Mubarak.

14.27 – Il primo ministro egiziano Ahmed Shafik sta tenendo una conferenza stampa in questi minuti sulla TV di stato. Chiede scusa per gli scontri in piazza, ammette le mancanze del governo nel gestire la crisi e assicura che ci saranno indagini su quanto accaduto.

14.13 – Associated Press, Al Jazeera e BBC segnalano l’esplosione di diversi colpi d’arma da fuoco in piazza Tahrir e nell’area che conduce al ponte 6 ottobre.

14.08 – Vodafone Egitto conferma: il governo ha obbligato l’operatore a inviare SMS a favore del governo ai propri utenti.

14.03 – Un video da poco caricato su YouTube mostra gli scontri tra i sostenitori di Mubarak e chi chiede le dimissioni del presidente. Al lancio di pietre seguono i tentativi di alcuni manifestanti di calmare gli animi, ma le violenze non si arrestano.

13.40 – Il WAFD, uno dei principali partiti di opposizione egiziani, dice di aver interrotto il dialogo con il governo in seguito alle nuove violenze in piazza Tahrir e accusa lo stesso governo di essere responsabile per gli scontri.

13.37 – Wyre Davis è un inviato della BBC ad Alessandria e segnala che negli ultimi due giorni il lavoro per i giornalisti si è complicato molto a causa delle violenze e dell’esasperazione di chi protesta. Anche oggi in città si registrano manifestazioni e scontri isolati.

13.24 – Diversi testimoni dicono che i sostenitori di Mubarak stanno presidiando alcuni dei principali varchi di accesso alla piazza per impedire ai manifestanti di congiungersi con chi è già nella piazza da questa notte.

13.15 – L’esercito ha iniziato a trattenere i giornalisti che si trovano in piazza Tahrir, ufficialmente per preservare la loro incolumità, riferisce Associated Press.

12.47 – El Baradei e i Fratelli Musulmani hanno rifiutato l’invito del primo ministro egiziano, che aveva chiesto di avviare il dialogo. Secondo le opposizioni, senza le dimissioni di Mubarak non ci può essere alcun confronto.

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