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  • martedì 1 Febbraio 2011

La marcia del milione di egiziani

Proteste in tutto il paese, le opposizioni rifiutano l'invito del governo e chiedono le dimissioni di Mubarak, la Turchia consiglia un passo indietro

8.12 – BBC raccoglie la testimonianza di Amr Gharbeia, un entusiasta manifestante che ha passato la notte in piazza Tahrir al Cairo: «In piazza sono comparse diverse tende, le persone si divertono. […] È più o meno come essere a Woodstock».

8.03 – Internet rimane ancora inaccessibile in buona parte dell’Egitto. Google ha messo a disposizione un servizio per inviare messaggi vocali col proprio cellulare che vengono poi pubblicati su Twitter. Chi conosce l’arabo può contribuire traducendo i messaggi qui.

7.55 – Uno degli inviati di Al Jazeera da piazza Tahrir conferma che il numero di manifestanti sta aumentando. Alcuni hanno passato la notte in piazza e sono pronti per la marcia.

7.43 – Gli articoli del Post sulla rivolta in Egitto.

7.40 – Al Jazeera segnala che lungo il percorso della manifestazione sono stati collocati numerosi mezzi blindati dell’esercito. I militari garantiranno la sicurezza del corteo e, come confermato dai vertici dell’esercito ieri sera, non si opporranno alla marcia dei manifestanti.

7.31 – BBC ha aggiornato la sua mappa che illustra i principali luoghi della protesta. Qui sotto il particolare del Cairo: la marcia di protesta dovrebbe partire da piazza Tahrir e muoversi verso nord seguendo il percorso del Nilo verso la sede della TV di stato.

Aggiornamento delle 7.24
In piazza Tahrir, al Cairo, ci sono già alcune centinaia di manifestanti. Entro le prossime ore la piazza si dovrebbe riempire di egiziani pronti per marciare verso il palazzo presidenziale.

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Due grandi manifestazioni si svolgeranno oggi al Cairo e ad Alessandria, convocate con l’ambizione di radunare “un milione di persone”. Ieri sera è arrivata notizia della seconda concessione – dopo le dimissioni del governo – da parte del regime di Mubarak, col nuovo vicepresidente Suleyman che si è detto pronto al dialogo con le opposizioni. Intanto, altro grande segno delle difficoltà di Mubarak: l’esercito ha annunciato che non userà la forza contro i manifestanti. La rivolta è ormai al suo ottavo giorno, e gli scontri conseguenti hanno causato almeno 125 morti.

Internet è ancora inaccessibile in molte parti dell’Egitto: ieri sera Google ha annunciato la creazione di un numero telefonico che permette agli egiziani di mandare messaggi su Twitter attraverso messaggi vocali. La manifestazione si dovrebbe muovere alle 8 del mattino da Tahir Square diretta verso il palazzo presidenziale dopo essere passata vicino alla sede della TV di stato. Al Jazeera, il network televisivo che è stato protagonista dell’informazione di questi giorni dall’Egitto, ha attivato uno streaming in diretta su YouTube, dopo che quello sul suo sito era risultato spesso inaccessibile. Una “marcia virtuale” è stata anche attivata su Facebook.

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