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  • mercoledì 26 Gennaio 2011

«Il momento Sputnik della nostra generazione»

I passaggi più rilevanti del discorso di Obama sullo Stato dell'Unione

Dove tagliare
So che c’è chi in questa Camera chiede tagli ancora più profondi e incisivi, e ho intenzione di eliminare tutte le cose di cui credo possiamo fare a meno. Ma facciamo attenzione a non farlo sulle spalle dei nostri cittadini più vulnerabili. E facciamo attenzione a tagliare quello che è davvero superfluo. Ridurre il debito tagliando gli investimenti nell’innovazione e nell’istruzione è come alleggerire un aereo troppo carico buttando via il motore: all’inizio magari potrà sembrarti di andare più veloce, ma poi arriva lo schianto. La spesa interna rappresenta poco più del 12 per cento del nostro bilancio. Per fare altri progressi dobbiamo smetterla di far finta che tagliare quella spesa da sola possa essere abbastanza. Non è così. Se abbiamo davvero a cuore la riduzione del debito, per esempio, non possiamo permetterci tagli fiscali per il 2 per cento di americani più ricchi. Prima di togliere i soldi alle nostre scuole dovremmo chiedere ai milionari di rinunciare ai loro sgravi. Non si tratta di punire il loro successo, ma di promuovere il successo dell’America.

Il governo e il salmone
Nonostante viviamo e lavoriamo nell’era dell’informazione, l’ultima grande riorganizzazione del governo risale all’era della tv in bianco e nero. Oggi abbiamo dodici diverse agenzie governative che hanno a che fare con le esportazioni. Cinque diverse entità che si occupano di case. Questo è il mio esempio preferito: il ministero degli Interni si occupa del salmone quando sta in acqua, ma il ministero del Commercio se ne prende carico quando sta sotto sale. Quando è affumicato la cosa diventa ancora più complicata. Ora, abbiamo fatto grandi passi avanti negli ultimi due anni utilizzando la tecnologia e liberandoci degli sprechi. I veterani possono scaricare la loro storia medica con un clic. Stiamo vendendo ettari di uffici federali inutilizzati per anni, taglieremo la burocrazia per venderne ancora. Ma dobbiamo fare di più. Nei prossimi mesi, la mia amministrazione metterà in piedi una proposta per fondere, consolidare e riorganizzare il governo federale in un modo più funzionale all’obiettivo di costruire un’America più competitiva.

La storia di Brandon Fisher
Possiamo avere differenze nelle politiche da adottare, ma crediamo tutti nei diritti espressi dalla nostra Costituzione. Possiamo avere opinioni differenti, ma crediamo nella stessa promessa che dice che c’è un posto in cui ce la puoi fare, se ci provi. Possiamo avere storie differenti, ma crediamo nello stesso sogno che dice che questo è il paese in cui tutto è possibile. Non importa chi sei e da dove vieni. Quel sogno è la storia di un piccolo imprenditore che si chiama Brandon Fisher.

Brandon ha aperto la sua azienda a Berlin, in Pennsylvania: è specializzato in una nuova tecnica di trivellazione. Un giorno, l’estate scorsa, ha sentito che dall’altra parte del mondo trentatré persone erano rimasti intrappolati in una miniera in Cile e nessuno sapeva come salvarli. Brandon ha pensato che la sua azienda poteva dare una mano. Ha progettato un sistema di salvataggio che poi è diventato noto come Plan B. I suoi operai hanno lavorato senza soste per costruire la strumentazione necessaria. Poi Brandon è andato in Cile. Insieme ad altri, ha cominciato a trivellare senza soste, lavorando tre o quattro giorni senza dormire. Trentasette giorni dopo il Plan B ha funzionato e i minatori sono stati salvati. Ma siccome non gli piace stare al centro dell’attenzione, Brandon era già tornato a casa, lavorando al suo nuovo progetto. Pochi giorni dopo, uno dei suoi impiegati ha detto: “Abbiamo dimostrato che Center Rock è una piccola azienda, ma fa grandi cose”. Noi facciamo grandi cose. Dai primi giorni della nostra fondazione, l’America è la storia di gente normale che osa sognare. Così conquisteremo il futuro.

foto: NICHOLAS KAMM/AFP/Getty Images

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