Il “testo riservato” del PD sul Lingotto

Il Foglio pubblica un "testo riservato" del responsabile economico del PD

Stefano Fassina demolisce le "irrealizzabili" proposte di Veltroni al Lingotto

Infine, la terza variabile ricordata da Veltroni è l’imposta patrimoniale. Anche qui, nessuna obiezione di principio. La possibilità di un’imposta straordinaria sul patrimonio l’abbiamo discussa a lungo per la preparazione del documento di Varese. Poi, l’abbiamo scartata perché sarebbe massimamente regressiva data la composizione e la residenza del patrimonio italiano. Va segnalato, infatti, che quasi 60% del patrimonio italiano è costituito da abitazioni, quasi tutte di residenza, l’11 da conti correnti, poi ci sono i titoli di stato. In altri termini, il 47% del patrimonio italiano detenuto dal 10% dei proprietari più ricchi è prevalentemente di natura finanziaria, in larga misura custodito all’estero, spesso in paradisi fiscali, da società estere, come emerso dal condono-scudo fiscale voluto dal Ministro Tremonti. Insomma, per arrivare ad un gettito significativo si dovrebbero tartassare pesantemente i proprietari dell’abitazioni di residenza o le famiglie possessori di titoli di Stato o di conti correnti bancari. I grandi patrimoni non verrebbero coinvolti in misura significativa. Per tali ragioni, in “Fisco 20, 20, 20”, abbiamo proposto, in alternativa alla patrimoniale, l’intervento sulle aliquote applicate ai rendimenti del patrimonio, ossia una misura realistica in grado di eliminare il vantaggio fiscale della rendita e favorire la capitalizzazione delle imprese. In sintesi, nonostante le apparenze macroeconomiche, non vi sono scorciatoie per abbattere il debito. La via maestra passa per l’innalzamento del potenziale di crescita economica attraverso le riforme strutturali, le politiche industriali, gli investimenti innovativi pubblici e privati, la redistribuzione del reddito. E passa pure per il recupero dell’evasione fiscale, la distintiva anomalia italiana, completamente assente nel riassunto programmatico svolto al Lingotto 2. Un’assenza di solito strumentale nei discorsi della destra. Un’assenza preoccupante per un impianto centrato sul ripristino del primato della legalità.

Altra proposta forte di Veltroni è, giustamente, la valorizzazione del potenziale femminile per la crescita economica dell’Italia. Anche qui, il documento sul fisco di Varese è preciso: “Per incentivare il lavoro femminile e sostenere la famiglia, la leva fondamentale sono i servizi: dagli asili nido, all’assistenza alle persone non-autosufficienti. In sinergia con il potenziamento dei servizi, proponiamo di introdurre una consistente agevolazione fiscale (detrazioni ad hoc o riduzione dell’aliquota Irpef) per il reddito da lavoro delle donne in nuclei familiari con figli minori”. Veltroni indica il taglio delle aliquote per tutte le lavoratrici per alleggerire il carico fiscale, mentre a Varese abbiamo insistito su detrazioni ad hoc per mamme lavoratrici. A Varese, l’intervento riproposto da Veltroni l’abbiamo valutato e scartato perché, in un contesto di risorse finanziarie scarse, è fuori target: il problema dell’Italia è la fuoriuscita dal mercato del lavoro delle donne alla nascita del primo figlio. È sbagliato dimezzare l’aliquota ad una donna in quanto tale: la donna non è soggetto debole in quanto donna, è indebolita dai carichi di lavoro che una società maschilistica le impone in quanto madre. Pertanto, va sostenuta la donna lavoratrice in quanto madre in un contesto povero di servizi di sostegno all’esercizio delle responsabilità famigliare. La proposta di Veltroni spreca, tra l’altro in modo regressivo, risorse preziose da concentrare su altre priorità, ad esempio la costruzione di asili nido.

Sul versante fiscale, è tornato Beppe Fioroni nelle sue conclusioni, in particolare su due rilevantissimi temi: le famiglie e le partite Iva. Sulle famiglie, Fioroni ha ripreso la proposta della no-tax-area sulla quale è ora attestato il “Forum delle famiglie”, dopo l’abbandono dell’impraticabile (per impatto finanziario) ed insostenibile (per impatto regressivo) “quoziente famigliare”. È una proposta sostanzialmente convergente con la proposta da anni portata avanti dal Pd: il bonus famiglie. Il bonus famiglie, come la no-tax-area, è il risultato di un insieme di detrazioni (o trasferimenti monetari in caso di incapienza) costruito in riferimento al numero e alle caratteristiche dei componenti del nucleo famigliare. A Varese, è scritto nel documento sul fisco proposto all’Assemblea, abbiamo sottolineato ed apprezzato il passo avanti compiuto dal Forum delle famiglie, sebbene la proposta sia ancora insoddisfacente in quanto rimuove le detrazioni per la produzione di reddito da lavoro e richiede l’innalzamento dei contributi sociali ai lavoratori autonomi.

Sulle partite Iva, la ricerca insistita di un distintivo tratto di identità programmatica di Modem non ha senso. Il documento sul lavoro approvato a Maggio a Roma contiene le misure per l’universalizzazione del welfare oltre i confini del lavoro dipendente (dal bonus famiglia, all’indennità di maternità, alle assicurazioni sociali contro la disoccupazione, la malattia, ecc) ed esplicita la proposta di “Statuto per il lavoro autonomo e professionale”. Il documento sul fisco approvato a Varese compie una rivoluzione culturale in quanto, oltre al potenziamento del forfettone fiscale, l’unica vera riforma finora attuata per il “popolo delle P.I., propone di tassare come reddito da capitale, ossia ad aliquota piatta del 20%, il reddito ordinario del lavoratore autonomo, del professionista e del piccolo imprenditore.

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