• Mondo
  • giovedì 6 Gennaio 2011

Le cinque più assurde teorie cospirazioniste sul Mossad

Il servizio segreto israeliano si è reso protagonista di operazioni spregiudicate, ma alcune non sono vere

I metallari maccabei
Secondo la stampa turca il Mossad avrebbe messo in scena l’esibizione di un gruppo rock tedesco pur di offendere la Turchia. Lo scorso giugno la Turchia ha ospitato una tappa del Sonisphere Festival, un grosso evento di musica metal. Negli stessi giorni in cui si svolgeva il raduno musicale, la Freedom Flotilla tentava di forzare il blocco di Gaza e nove attivisti turchi venivano uccisi dai soldati israeliani. Il festival si è trovato improvvisamente al centro di polemiche di carattere politico. Il concerto era stato organizzato dalla società Purple Concerts, con sede in Germania ma gestione israeliana. Questo semplice fatto ha portato il quotidiano turco Vakit a sostenere che dietro al festival c’era lo zampino del Mossad: il concerto “era una presa in giro dei cittadini che avevano perso la vita per mano del governo israeliano”. L’articolo criticava anche la presenza di alcol durante il concerto e l’esibizione dei Rammstein che, secondo il giornale, “incoraggiano la violenza, il masochismo, l’omosessualità e altre perversità”. Come fa notare Foreign Policy, non c’è niente che richiami una cospirazione sionista come un gruppo di tedeschi che urla davanti a una massa di persone.

Il social network è una spia
Non pensate di non far parte anche voi di un complotto planetario ingegnato dal Mossad. A cosa pensate che serva Facebook se non a localizzare le persone per poi ingaggiarle in operazioni speciali gestite dai servizi segreti occidentali? Non per niente Mark Zuckerberg, l’inventore di Facebook, è ebreo. L’idea è sostenuta da una tv iraniana in un video messo online lo scorso novembre. Viene anche citato un articolo modificato con Photoshop, in realtà mai pubblicato, del britannico Indipendentnewspaper, in cui si spiega che l’obiettivo di Facebook è attrarre spie che lavorino per Israele e per gli Stati Uniti.

Capitan Mutanda, agente di Israele
Umar Farouk Abdulmutallab è il giovane nigeriano che aveva cercato di far saltare in aria un aereo decollato da Amsterdam e diretto a Detroit: era il giorno di Natale del 2009 e il terrorista aveva nascosto gli esplosivi nelle mutande, fatto che gli valse il soprannome di ‘underwear bomber’. Secondo un rapporto della tv di Stato iraniana l’attentato sarebbe stato in realtà organizzato dal Mossad in collaborazione con l’intelligence indiana. È infatti risaputo che India e Israele sono ottimi partner commerciali e sono legati da un trattato militare. La tv iraniana sostiene che una compagnia israeliana addetta alla sicurezza, aiutata da un cittadino indiano, avrebbe permesso ad Abdulmutallab di imbarcarsi sul volo privo di passaporto. Un’ulteriore prova fornita dalla tv iraniana sarebbe la presenza di un altro passeggero sull’aereo che avrebbe continuato a filmare il terrorista anche dopo che questi aveva tentato di far saltare gli esplosivi. Sempre secondo il servizio televisivo, la Nigeria – paese natale di Abdulmutallab – sarebbe controllata di nascosto dall’esercito israeliano e dal Mossad. La tv iraniana ha anche riportato un parere dell’analista militare Gordon Duff (secondo cui anche Wikileaks sarebbe frutto di un complotto israeliano): nello Yemen, dove il terrorista era stato addestrato, nonc ‘è alcuna presenza di Al Qaida, eccezion fatta per alcune cellule fasulle impiantate da Guantanamo per volere dell’ex presidente degli Stati Uniti George Bush.

foto JOSEPH BARRAK/AFP/Getty Images

« Pagina precedente 1 2