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  • giovedì 23 Dicembre 2010

Le elezioni da tenere d’occhio nel 2011

I voti più importanti da seguire il prossimo anno: quelli che sono stati già fissati, almeno

Argentina – Elezioni presidenziali, ottobre
La recente morte di Nestor Kirchner, ex presidente dell’Argentina e marito dell’attuale presidente Cristina Fernandez, ha aperto nuovi scenari per il futuro politico del paese. Nestor Kirchner era stato presidente tra il 2003 e il 2007 ma la sua leadership era tuttora molto popolare e radicata e il prossimo anno si sarebbe probabilmente candidato di nuovo alle elezioni presidenziali. Non è ancora chiaro se Cristina Fernandez de Kirchner deciderà di candidarsi il prossimo anno. Molti sostengono che la sua leadership si sia molto indebolita dopo la morte del marito, che aveva sempre continuato a prendere tuttora le decisioni più importanti e a dettare la linea politica ed economica del governo.

Polonia – Elezioni parlamentari, ottobre
Saranno le prime elezioni parlamentari del paese dall’incidente aereo dello scorso aprile in cui morirono il presidente Lech Kaczynski e decine di rappresentanti del governo. Le elezioni presidenziali speciali dello scorso giugno avevano sancito la vittoria di Bronislaw Komorowski e le elezioni regionali di novembre hanno confermato il momento di popolarità del suo partito, Piattaforma Civile. Dal momento che la Polonia è l’unico paese europeo ad avere evitato la recessione negli ultimi anni, probabilmente le elezioni parlamentari del prossimo ottobre confermeranno il mandato all’attuale governo in carica. La sfida più pericolosa per il primo ministro Donald Tusk verrà dall’ex primo ministro Jarslaw Kaczynski, fratello gemello del presidente morto nell’incidente aereo. Kaczynski aveva già sfidato Komorowski alle elezioni presidenziali di giugno e nonostante non avesse ottenuto un risultato particolarmente brillante aveva detto che si trattava solo di una «prova generale» per le elezioni parlamentari.

Russia – Elezioni parlamentari, dicembre
Con i partiti d’opposizione totalmente marginalizzati, l’unica incognita è la percentuale con cui il partito di Vladimir Putin (Russia Unita) vincerà le elezioni. Al momento il partito controlla il 75 percento dei seggi della Duma, il resto è controllato comunque da alleati politici. Alcuni storici leader dell’opposizione si sono coalizzati nell’alleanza Per una Russia Senza Corruzione e Senza Illegalità, ma è quasi certo che non avranno nessuna possibilità di ottenere un risultato significativo. Sarà interessante vedere come si comporterà Putin durante la campagna elettorale, visto che tecnicamente non è un membro di Russia Unita ma che di fatto agisce come il suo presidente. Sarà anche l’occasione per capire se Putin userà le elezioni parlamentari come piattaforma di lancio per una sua nuova candidatura alla presidenza nel 2012.

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