• Mondo
  • domenica 19 Dicembre 2010

Le accuse ad Assange, con ordine

I dettagli delle accuse di molestie sessuali rivolte a Julian Assange, nei documenti della polizia svedese

Assange nega tutto e dice che si tratta solo di una trappola per eliminare Wikileaks


La denuncia

La mattina del 18 agosto, secondo i documenti della polizia svedese, la Signorina A avrebbe detto a un suo amico di nome Harold che Assange non voleva più andarsene dal suo appartamento anche se non avevano avuto più rapporti sessuali e che lui passava la maggior parte della notte davanti al computer. Harold avrebbe detto alla polizia di avere chiesto ad Assange perché non voleva andarsene e lui avrebbe detto di essere molto sorpreso da questa domanda perché la donna non glielo aveva mai chiesto. La Signorina A dice invece che la sera dopo avrebbe dormito su un materasso per terra e poi si sarebbe trasferita a casa di un’amica per non dover dormire nello stesso letto con lui. Ha anche detto che Assange avrebbe continuato a farle avances tutti i giorni dalla prima sera in cui avevano fatto sesso e che il 18 agosto le si era avvicinato nudo dalla vita in giù e si era strofinato contro di lei.

Il 19 agosto, secondo quanto detto da Harold, la Signorina A lo avrebbe chiamato per raccontargli nei dettagli quello che era successo. Harold ha detto di considerare il suo racconto «molto, molto credibile». Quindi Harold ha deciso di parlare di nuovo con Assange, che anche in questo caso è caduto dalle nuvole e ha negato tutte le accuse. Il 20 agosto la Signorina W contatta la Signorina A con un sms chiedendole aiuto per trovare Assange. Le due donne si incontrano e mettono a confronto le loro storie.

Harold ha detto al Guardian che dopo questo incontro la Signorina A avrebbe chiamato più volte Assange chiedendogli di sottoporsi a un test HIV per rassicurare la Signorina W, ma che Assange si è sempre rifiutato. Dopo vari rifiuti la Signorina A avrebbe detto ad Assange che se non si fosse sottoposto a questo test, la Signorina W sarebbe andata dalla polizia. Assange inizialmente avrebbe rifiutato accusando la Signorina A di averlo minacciato, poi più tardi nello stesso giorno avrebbe accettato di sottoporsi al test.

Nel frattempo però la Signorina A e la Signorina W erano già state a parlare con la polizia, che aveva detto loro che in un caso come quello non si potevano limitare a chiedere ad Assange di sottoporsi a un test ma che dovevano procedere legalmente. La stessa notte la notizia della denuncia trapela e viene pubblicata dal quotidiano svedese Expressen. La mattina seguente Julian Assange scrive su Twitter: «Ci avevano avvertito che avrebbero giocato sporco». E il giorno dopo aggiunge: «L’intelligence americana aveva programmato di distruggere Wikileaks già nel 2008».

La difesa

I legali di Assange negano tutte le accuse e sostengono che le due donne si sarebbero messe d’accordo per cercare di estorcere denaro al fondatore di Wikileaks, come dimostrerebbero alcuni dei loro sms. «Entrambe le donne hanno iniziato una relazione sessuale con Assange in modo del tutto consensuale», ha detto al Guardian il rappresentante legale di Assange, Mark Stephens. «Nessuna di loro si è lamentata per danni fisici. La prima querelante non si è lamentata per ben sei giorni (durante i quali ha continuato a ospitare Julian Assange nel suo appartamento, nel suo letto, e ha parlato di lui in termini positivi con i suoi amici) finché non ha scoperto che Assange aveva dormito anche con la seconda querelante. La seconda querelante, a sua volta, non si è lamentata per diversi giorni finché non è entrata in contatto con la prima. Entrambe si sono rivolte alla polizia non per denunciarlo ma per costringerlo a sottoporsi a un test HIV. Siamo comunque entrati in possesso di alcuni sms che dimostrano che le due donne speravano di ottenere dei soldi raccontando la loro storia a un tabloid svedese e che erano spinte anche da un desiderio di vendetta».

« Pagina precedente 1 2