Vince Berlusconi

Il governo ottiene la fiducia sia al Senato che alla Camera

10.03. Finocchiaro cita il Corriere della Sera e dice che è “normalmente molto generoso con lei”

10.01. “Non basta evocare la categoria del tradimento: le serve un poderoso senso della realtà”

10.00. Parla Anna Finocchiaro, capogruppo del PD.

9.59. “Si dimetta, si renda più utile che indispensabile”

9.58. “Ma lei pensa che lei e Bossi, soli, come Thelma e Louise, potrete affrontare i problemi del paese?”

9.54. Pietro Raffa spiega cosa succederebbe in caso di pareggio. “Al Senato, se finisse in parità, perderebbe il centrodestra, poichè avendo posto la questione di fiducia è costretto ad ottenere la metà più uno dei voti. Viceversa, alla Camera, essendo la proposta di proprietà del centrosinistra, in caso di parità la spunterebbe Berlusconi”.

9.53. “Lei ha scelto di rappresentare non i moderati ma la destra populista”

9.52. Solita critica del bipolarismo da parte dell’UdC, con parallelo tra la sorte del governo Prodi e quella del governo Berlusconi.

9.50. Il Movimento per l’Autonomia non voterà la fiducia. Ora parla di D’Alia, dell’UdC.

9.47. “Il viceministro Castelli mi ha detto, informalmente, ‘attraverso i fondi FAS abbiamo salvato l’Italia’”

9.46. “Lei sa bene, tra noi, chi è che ha disatteso i patti”

9.45. Parla Pistorio del Movimento per l’Autonomia: legge e legge velocissimissimo.

9.44. “Vada al Quirinale, rassegni le dimissioni e dica al paese: ci ho provato, ho fallito, me ne vado”

9.42. Quello di Belisario è un attacco disordinato, senza capo né coda, senza un filo conduttore, senza battute riuscite, se non involontarie. Una serie di critiche sparse, spezzate da qualche insulto.

9.41. “Lei sa benissimo che nel momento in cui mette piede fuori da palazzo Chigi dovrebbe essere accompagnato al tribunale di Milano”. Berlusconi se la ride molto.

9.39. Belisario dice che Berlusconi è “il mandante politico della più grande compravendita di parlamentari”, Schifani lo invita a moderare il linguaggio, Belisario se ne infischia

9.38. “Lei è il più incredibile presidente del consiglio di tutti i tempi, da guinness dei primari”. Qualche suo collega rumoreggia dietro di lui, che si gira: “Certo, in negativo”

9.37. “Lei è sfiduciato da un paese in sciopero generale dalla sua politica che affama e corrode la nostra società”

9.35. “Se non lo ha capito, lei se ne deve andare”

9.34. “È evidente che ella è sprezzante della sacralità del Parlamento e del popolo italiano”

9.31. “Troppo chiacchiericcio”, dice Schifani, “non si può lavorare così”. E minaccia di sospendere la seduta per il brusio. Deve parlare Belisario, dell’Italia dei Valori.

9.30. Viespoli quindi ufficializza l’astensione di Futuro e Libertà, con la proposta a Berlusconi di aprire la crisi prima del voto alla Camera.

9.30. “Noi ci asteniamo al Senato, lei si astenga dalla Camera, si astenga dalla conta, perché l’unica cosa che conta davvero è l’interesse nazionale”

9.29. “Io le propongo questo percorso politico. Io le chiedo di prendere atto delle risultanze del dibattito, il Senato voterà, presumibilmente darà la fiducia al governo. Il momento dopo ne prenda atto, vada al Quirinale, apra sul serio una nuova stagione politico-parlamentare. Per accompagnare questa proposta noi voteremo con l’astensione per accompagnare questo processo”

9.29. “Io so distinguere tra la politica e i gazebbisti

9.28. “Se va alla conta alla Camera incappa in tre sconfitte: la sconfitta della leadership, il rischio del ribaltone, il rischio dell’instabilità di governo”

9.26. Di nuovo: “noi non faremo ribaltoni: se cade Berlusconi, non c’è altro spazio che per un altro governo di centrodestra”

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