• Italia
  • martedì 7 dicembre 2010

Immigrati accusati ingiustamente

La storia di Mohammed Fikri a Brembate non è che l'ultima di una lunghissima serie

di Francesco Costa

Osas Friday a Francavilla Fontana, Brindisi
Lo scorso agosto il consigliere comunale del PdL Benedetto Proto presenta una denuncia alla polizia, accusando un uomo di cittadinanza nigeriana, Osas Friday, di averlo aggredito e minacciato con un coltello. Friday viene arrestato e rimane in carcere per nove giorni. Lo scagiona la testimonianza di una donna, una panettiera, che racconta la reale versione dei fatti: Friday era solito chiedere l’elemosina davanti al panificio e aveva un buon rapporto con i proprietari dell’attività commerciale. Il consigliere del PdL gli si avvicina e gli intima di allontanarsi. Friday lo fa, ma prima entra in panetteria per cambiare gli spiccioli, come tutti i giorni. Quando esce dal negozio si trova di fronte il consigliere e due vigili urbani, e scappa. La pattuglia lo arresta sulla base di quanto denunciato da Proto, che dice di essere stato aggredito con un coltello. Serafina Latartara, la panettiera, dirà in aula: “Ho seguito tutta la scena, il ragazzo non aveva nessun coltello, ha svuotato le tasche nel mio negozio dove gli ho cambiato gli spiccioli e regalato una focaccia, come faccio ogni giorno”. Friday è stato assolto con formula piena e ha ricevuto in aula le scuse del pubblico ministero. Subito dopo il processo il consigliere comunale del PdL si è dimesso.

Medhi ad Anzola, Bologna
Siamo nel settembre del 2006. Una ragazzina di dodici anni confessa ai genitori di essere stata violentata da un marocchino. La giovane dice di essere stata avvicinata da un gruppetto di quattro o cinque sconosciuti in un parco pubblico e di essere stata costretta a un rapporto sessuale. I militari arrestano un marocchino di 20 anni, con l’accusa di violenza sessuale aggravata: risalgono a lui sulla base della descrizione del suo abbigliamento fatta dalla vittima, cioè una maglietta nera Dolce e Gabbana. Gli accertamenti clinici escludono che la ragazza sia stata violentata. Non si trovano altre prove a carico di Mehdi, che viene rilasciato il giorno dopo quando la ragazzina ammette di essersi inventata tutto. Fuori dal carcere, Mehdi se la prenderà molto con quelli che stavano fuori, compresi i suoi connazionali.

Abdelmijd Mahraoui a Roma
Abdelmijd Mahraoui ha quarant’anni ed è in Italia dal 1995, con un lavoro regolare e un permesso di soggiorno. Il 24 febbraio del 2009 viene arrestato con l’accusa di violenza sessuale, accusato da una donna. Passa dieci mesi in carcere, poi viene scarcerato. A marzo del 2010 viene assolto con formula piena. Nel frattempo però ha perso il lavoro e non ha potuto rinnovare il permesso di soggiorno. Finisce in una specie di limbo: le autorità ritirano il decreto di espulsione, ma trovandosi senza permesso di soggiorno non è più regolare e non può più trovare un lavoro regolare.

Adriana Vasilica Iacob ad Albano Laziale, Roma
Nel gennaio del 2008 Paola Iori, 81 anni, viene trovata morta nella sua abitazione. La sua badante, la rumena Adriana Vasilica Iacob, viene arrestata con l’accusa di omicidio volontario. I giornali scrivono che ha “picchiato a morte” Paola Iori, che effettivamente riporta alcune fratture. Adriana Vasilica Iacob si dice innocente. Non ci sono prove a sostegno della tesi per cui l’autrice dell’aggressione sarebbe Iacob, ma i vicini di casa dichiarano che le due donne avevano spesso dei diverbi. La rumena viene condannata in primo grado. Durante il processo di appello la difesa chiede che venga effettuata un’autopsia sul corpo di Paola Ieri. Emerge quindi che la donna è morta a causa di un infarto e che si era procurata le fratture cadendo in casa. Dopo due anni e otto mesi di carcere, Adriana Vasilica Iacob è stata scagionata da ogni accusa e scarcerata.

(CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)

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