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  • giovedì 2 Dicembre 2010

L’appunto per Obama su Berlusconi

Il testo integrale del rapporto di Elizabeth Dibble, diffuso da Wikileaks

6. G8
Il G8 organizzato da Berlusconi è stato segnato da un alto numero di incontri con ministri e sottosegretari insieme alla decisione dell’ultimo minuto di spostare il summit dalla Sardegna alla città dell’Aquila devastata da un terremoto, una decisione che ha sorpreso anche i suoi assistenti più fedeli. Egli e il suo cabinetto vedono nel G8 italiano più una opportunità di accattivarsi l’Egitto, la Spagna e la Libia rispetto alla possibilità di affrontare i problemi del mondo. Tuttavia, il suo desiderio di evitare che il G8 diventi secondario rispetto al G20, a suo modo di vedere, ha fatto sì che vi sia un’agenda ambiziosa che potrebbe portare a importanti contributi per il riscaldamento globale, l’Africa e lo sviluppo. Sarà desideroso di collaborare con lei per costruire una eredità di iniziative del G8 che porteranno l’etichetta dell’Italia. L’incontro del Major Economies Forum nel corso del G8, che comprenderà i leader di oltre 17 paesi che creano l’80 percento delle emissioni inquinanti su scala globale, sarà un’importante occasione per trovare un ampio consento in vista della riunione di Copenhagen a Dicembre dell’ONU sul cambiamento climatico.

7. Detenuti di Guantanamo
Berlusconi ha accolto la sua decisione di chiudere Guantanamo, e ha pubblicamente e ripetutamente sottolineato il desiderio dell’Italia di sostenere questa mossa accogliendo alcuni detenuti. Il ministro degli esteri Frattini ha confermato al ministro della giustizia statunitense Eric Holder le offerte dei funzionari italiani presso l’Unione Europea per negoziare un progetto di azione comune che aiuterà i diversi paesi a stringere degli accordi con gli Stati Uniti. Anche se la minoranza interna alla coalizione di Berlusconi si oppone a prendere questi detenuti, Berlusconi ha detto chiaramente che vede questo come un impegno morale nei confronti degli Stati Uniti.

8. La dipendenza dalle fonti energetiche della Russia, gli accordi poco trasparenti e molto vantaggiosi tra Italia e Russia, e un rapporto personale molto stretto tra Berlusconi e Putin hanno distorto le visioni del primo ministro a tal punto da convincerlo che buona parte delle frizioni tra Occidente e Russia siano causate dagli Stati Uniti e dalla NATO. Agendo da mediatore, Berlusconi pensa di poter riaprire il dialogo e la cooperazione tra l’Europa, gli Stati Uniti e la Russia, ma concentrandosi soprattutto sulla Russia, ritardando l’influenza della NATO sull’Ucraina e sulla Georgia, diluendo gli sforzi dell’Unione Europea per promotore la democrazia in Bielorussia, e minando l’importante ruolo dell’OSCE nel promuovere valori umani e democratici attraverso l’Europa. Berlusconi ha pubblicamente proposto di mediare le sue relazioni con il presidente russo Medvedev e confida che lei gli darà un segnale, anche piccolo, per dimostrare il suo consenso. Invece, lei potrebbe dire a Berlusconi che noi pensiamo che i problemi di sicurezza che interessano la comunità occidentale dovrebbero essere affrontati dall’Alleanza nel pieno delle sue forze, e che gli Stati Uniti non sono preparati per scarificare alcuni valori in cambio di una stabilità nel breve periodo sulla base delle promesse della Russia di comportarsi bene. E che reagiremo – e lo stesso confidiamo farà chi condivide i nostri valori – quando la Russia oltrepassa il limite, per esempio minacciando la sovranità degli stati vicini.

9. Energia
I rapporti personali stretti tra Berlusconi e Putin e i rapporti ancora più stretti tra la società parastatale italiana ENI e quella russa Gazprom mettono spesso l’Italia in una posizione nettamente in contrasto con gli sforzi del governo statunitense di ridurre la dipendenza dell’Europa dalle fonti energetiche russe. Per esempio, il governo italiano è sostanzialmente ambivalente sui progetti che dovrebbero aiutare l’Europa a diversificare le sue importazioni energetiche, ma al tempo stesso sostiene altri progetti che aumenterebbero la presenza dell’energia dalla Russia in Europa. L’ENI, posseduta al 30% dal governo italiano, spesso condizionale le politiche energetiche del governo e utilizza la sua influenza, attraverso il governo italiano, per bloccare i piani di liberalizzazione del mercato energetico in Europa. Tuttavia, l’Italia sta compiendo alcuni passi nella giusta direzione sostenemmo progetti che diversificheranno le sue fonti energetiche. Sarebbe utile se lei potesse portare all’attenzione di Berlusconi le preoccupazioni del governo statunitense sulla sicurezza energetica europea, enfatizzando il fatto che aumentando i flussi di gas russo superando l’Ucraina non è la stessa cosa rispetto a ricercare diverse nuove fonti energetiche e nuove tecnologie.

10. L’amministrazione Berlusconi sta cercando di riportare l’energia nucleare in Italia. Le aziende statunitensi Westinghouse e GE stanno affrontano la competizione dei rivali stranieri, in particolare della Francia, che stanno facendo pressioni sul governo italiano. È cruciale che gli Stati Uniti chiedano a Berlusconi una competizione corretta e trasparente se le aziende americane vogliono avere le giuste possibilità di puntare ai progetti nucleari dell’Italia.

11. Iran
Con un’Italia delusa dall’esclusione dal P5 più 1 [i cinque paesi membri del consiglio di sicurezza dell’ONU più la Germania, ndr], Berlusconi sottolineerà la volontà dell’Italia di essere un interlocutore tra Occidente, Israele e Iran, rivendicando le eccellenti relazioni con tutte le parti coinvolte. Potrebbe anche spingere per ottenere una revisione complessiva del modello P5 più 1. Le autorità italiane sono rimaste entusiaste dal suo impegno di avviare rapporti diplomatici diretti con l’Iran, ma non riescono a resistere alla tentazione di essere parti attive nella creazione dell’evento. Il ministro degli esteri Frattini ha lavorato a lungo per garantire una presenza iraniana all’incontro tra Afghanistan e Pakistan del 26 e 27 giugno, sperando di rivestire un ruolo nel primo incontro tra delegati statunitensi e iraniani degli ultimi decenni.

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