«Ho buttato via tutto»

Il racconto di Giorgio Loré, che ha un padre che soffre di disposofobia, da decenni

di Giorgio Loré

Ho fatto le foto del prima e dopo per quando ci sarà da litigare sulle cose che ho buttato via. Adesso sto facendo rifare bagno e cucina e riverniciare tutto. Poi ci sarà da far sterilizzare tutto da un’impresa di pulizie (qui non puliva nessuno da almeno 10 anni). Ho speso 20 mila euro.

Lo so cosa pensate: se dovessi andare da un analista mi porterebbe al suo prossimo congresso. Ma ora mi sento veramente bene. Mia sorella mi ha dato pieno appoggio.

Inizialmente lei e mia moglie e tutti i miei amici più cari non approvavano il mio blitz all’insaputa di mio padre. I più contrari di loro facevano considerazioni molto sensibili ed equilibrate, ma dopo aver visto le foto diventavano meno convinti.

Ecco, ho riassunto quasi tutto: manca solo l’epilogo, l’entrata in casa di mio padre tra un paio di settimane circa, quando comincerà inevitabilmente a chiedere a mia sorella di tornare a Roma. Ho varie richieste di amici che vorrebbero essere presenti all’evento. Il pace maker ci dovrebbe dare una mano. Confesso in totale sincerità che sono convinto di aver fatto la cosa giusta per farlo tornare a vivere dignitosamente, come merita.

Giorgio Loré ha scritto al Post dopo aver letto questo articolo sulla disposofobia e sulla storia dei fratelli Collyer.

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