In Italia il premier fa produrre documenti falsi per inguaiare il suo alleato?

Le ipotesi sui giornali di oggi a proposito del "dossier Santa Lucia"

Il viceconsole italiano a Santa Lucia: "ho dei dubbi" sul documento pubblicato ieri

Uomini dei servizi segreti o della Guardia di finanza raggiungono Santa Lucia (la notizia è del Giornale). Devono soltanto sovrintendere che «le cose vadano nel verso giusto», che quel ministro di giustizia dica quel che deve o fornisca le lettere con intestazione originale che necessitano. E´ stato lo stesso Silvio Berlusconi a predisporre le cose potendo contare sul «rapporto personale tra l´ex ministro di Santa Lucia e il nostro presidente del Consiglio». Un legame (notizia di Libero) che «deve far tremare Fini». Bene, viene confezionato il falso. Ora deve arrivare in Italia senza l´impronta digitale del mandante. Bisogna seguire le frecce sul foglio dinanzi a Gianfranco Fini. Da Santa Lucia la lettera farlocca (o ambigua) arriva su un sito e poi nelle redazioni di due giornali di Santo Domingo. Da qui afferrata come per una pesca miracolosa dal sito Dagospia. Ora – gli uomini di Fini chiedono – chi ispira Dagospia? Credono di saperlo. Anzi, dicono di saperlo con certezza: «Dagospia, sostenuto dai finanziamenti di Eni ed Enel, è governato nelle informazioni più sensibili da Luigi Bisignani, il piduista, l´uomo delle nomine delicate, braccio destro operativo di Gianni Letta dal suo ufficio di piazza Mignanelli». Da Dagospia l´informazione manipolata slitterà sulle prime pagine di Giornale e Libero. Che potranno dire: abbiamo rilanciato soltanto una notizia pubblicata dalla stampa internazionale.

Altri più concreti dubbi sono avanzati in un articolo sul Corriere della Sera che riporta le accuse contro il documento da parte di Tulliani e dei suoi avvocati, e le perplessità di fonti autorevoli.

Un’autentica bomba, se fosse vera. Anticipata, attenzione però, da due testate di Santo Domingo, El Nacional e Listin Diario. E non invece, per dire, dal St Lucia Star o dal St Lucia Mirror che sono i giornali dell’isola caraibica. Il viceconsole italiano di Santa Lucia, Maria Piccinin Thom, condivide le perplessità degli avvocati di Tulliani: «In effetti — dice — ho dei dubbi. Si sa che ormai con i computer si possono fare miracoli… Anche perché il ministro Francis è un mio amico del Rotary. Ed è strano che non mi abbia avvisato della sua iniziativa, di solito chi avvia indagini su questioni italiane si rivolge a me. E poi lui è stato eletto da poco ed è già in piena campagna elettorale, visto che qui si voterà tra un anno. Insomma, mi pare curioso che la prima cosa a cui va a pensare, appena insediato, è un’inchiesta su una casa di Montecarlo. Adesso gli telefonerò per farmi spiegare bene». Anche il portavoce del primo ministro di Santa Lucia, Stephenson King, interpellato dal tg di La7 sembra cadere dalle nuvole: «Non ne so niente, non ne avevo mai sentito parlare, faremo delle verifiche» (dal sito di El Nacional, comunque, ieri sera è sparito tutto).

Il Corriere intervista anche Luciano Gaucci sul tema dei sospetti nei suoi confronti formulati da Flavia Perina, ma lui dice di non saperne niente e che secondo sua moglie – che è di santo Domingo – i due quotidiani che hanno pubblicato il documento di Santa Lucia sono importanti e “dicono sempre la verità”.

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