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  • venerdì 3 Settembre 2010

Nella segreteria telefonica del principe Harry

In Gran Bretagna si riparla della storia dei giornalisti di Murdoch che si intrufolavano nelle segreterie telefoniche dei vip

Un'inchiesta del New York Times accusa l'ex direttore del tabloid, oggi consulente di Cameron

La dura vita del giornalista di tabloid
Nel 2006, a gennaio, una balena finì intrappolata nel Tamigi per qualche strano accidente e decine di tabloid sguinzagliarono i loro giornalisti su navi e battelli per cercare di fotografarla. A un certo punto un giornalista del News of the World vide un collega del rivale Sunday Mirror tuffarsi nell’acqua gelata per avvicinarsi a quella che credeva essere la balena: le foto del tizio bagnato in acqua furono pubblicate da tutti i giornali. Al News of the World non furono contenti. “Se non si butta anche lui e non si fa fotografare mentre salva la balena spingendola verso il mare, allora meglio che non torni più e basta”, disse il direttore Coulson, secondo quanto ricorda un giornalista che lavorava lì in quei giorni. Un altro giornalista venne inviato nelle acque del Mare del Nord alla ricerca della “famiglia della balena”. Avete capito, insomma: è una vitaccia. E Coulson non la rendeva più semplice: una volta costrinse un suo giornalista a chiudersi per 24 ore dentro una scatola di plastica, come esperimento per verificare il trucco di un illusionista. Ma non era solo il News of the World: erano tutti. Anche per le intercettazioni telefoniche, dicono molti testimoni. Basta procurarsi o indovinare il codice PIN delle segreterie telefoniche e il gioco è fatto. A parte il Guardian, la stampa britannica praticamente non si è occupata del caso.

Il rapporto della commissione parlamentare
Lo scorso febbraio la Camera dei comuni ha concluso la sua indagine, accusando il News of the World di comportamenti scorretti e finendo quindi per gettare nuovamente la palla nel campo di Scotland Yard, che ha ancora nei suoi archivi i nomi delle centinaia di persone vittime di quei comportamenti. È capitato che uno di questi chiedesse conto alla sua compagnia telefonica del movimento sulla sua segreteria, e che questa verificasse attraverso la polizia la presenza effettiva del suo nome nella lista. Il New York Times dice che per le persone coinvolte in episodi del genere era come vincere la lotteria, visto che News International spesso non lasciava nemmeno cominciare le cause legali offrendo cospicui risarcimenti. L’altro nodo è quello che riguarda Coulson: moltissimi dei personaggi sentiti dalla commissione dicono di essere certi del fatto che il direttore sapesse tutto.

Perché se ne riparla
A scandalo ufficialmente concluso, il tabloid di Murdoch aveva detto di applicare una politica di “tolleranza zero” nei confronti di simili comportamenti. Ora però il caso è nuovamente sulle pagine dei giornali (cioè del Guardian e poco altro), perché nei mesi scorsi un personaggio televisivo britannico avrebbe notato che qualcuno aveva tentato ripetutamente di accedere alla sua casella telefonica. Ha chiesto alla sua compagnia telefonica, che è risalita all’utenza di un altro giornalista del News of the world. È stata aperta una nuova inchiesta, e del caso si stanno occupando anche l’authority britannica per la stampa nonché un’indagine interna di News International, che intanto ha sospeso il giornalista in questione.

Andy Coulson si dimette?
Le rivelazioni del New York Times e il riaffiorare del caso contribuiscono a rendere più pesante il clima attorno a Andy Coulson, l’ex direttore del News of the World oggi direttore delle comunicazioni del governo Cameron. Coulson ha negato di essere stato a conoscenza dei comportamenti dei suoi giornalisti ma, come spiega il Guardian, se Scotland Yard dovesse riaprire l’inchiesta potrebbe essere costretto a dimettersi. Questo è almeno quello che si augurano diversi esponenti laburisti, che non hanno mancato di approfittare dell’episodio per attaccare il governo.

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