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  • lunedì 30 agosto 2010

Ma come accidenti funziona il cricket?

La versione classica è talmente lunga che le partite si interrompono per dormire, per il pranzo e anche per la merenda

di Giovanni Fontana

Chi perde
Ci sono diversi esiti di un lancio: la migliore delle ipotesi per il battitore è il boundary – la palla che esce dal campo – appena descritto. Il lancio può anche venire annullato, perché il lanciatore ha superato una delle due linee che limitano la posizione dei piedi al momento del lancio, no ball; oppure un lancio può essere considerato non valido se è stato effettuato in modo che il battitore sia troppo distante per colpire la palla, wide appunto.

Ci sono due diverse situazioni che si possono presentare se il battitore non colpisce la palla. Alle spalle del battitore c’è un ricevitore – il wicket-keeper – della squadra del lanciatore, che è deputato a raccogliere le palle che il battitore non colpisce. Non c’è, però, un limite di palle finite nelle mani del keeper che portino all’eliminazione del battitore – come al terzo strike nel baseball – e perciò un battitore può decidere di non colpire la palla se il lancio non gli pare abbastanza agevole da ribattere.

Il pericolo è che la palla colpisca il wicket, nel qual caso il battitore è eliminato, ed è il migliore scenario per un lanciatore:

Come nel baseball, un battitore viene eliminato anche quando una palla che ha colpito viene afferrata al volo da un giocatore dell’altra squadra, oppure quando il battitore viene bruciato sul tempo, nell’occupare una base, da un giocatore dell’altra squadra in possesso della palla.

La durata
Questa è più complessa. Ci sono diversi tipi di cricket, tre principali: quello tradizionale e più prestigioso, che può durare anche cinque giorni, chiamato Test cricket; la versione one day, che dura appunto un giorno; e il twenty20, introdotto negli ultimi anni perché si presta maggiormente alle riprese televisive e ai tempi dello spettacolo moderno, durando circa tre ore. Nella versione tradizionale ogni giorno si divide in tre diverse fasi, con una sosta per il pranzo e una per la merenda.

In realtà la durata di una partita non è stabilita solamente dal cronometro, ma anche dal numero fasi di gioco innings, chiamati così sia al singolare che al plurale – di una partita e dalla quantità di over concessi a ciascun lanciatore: un over è un insieme di sei lanci validi, oltre il quale il lanciatore deve essere sostituto da un suo compagno di squadra (ciò, però, non ne comporta l’eliminazione).

Nel Test cricket gli innings sono quattro, due fasi offensive per ciascuna squadra, e gli over sono illimitati. Nello one day, invece, ciascuna squadra ha a disposizione 50 over e un solo inning. Il nome del twenty20 cricket deriva proprio dai venti over concessi a ciascuna squadra, disputati i quali la partita finisce.

Chi ci gioca
In genere in tutti i Paesi del Commowealth hanno una forte tradizione nel gioco del cricket: in alcuni di questi – e in particolare in Asia – è di gran lunga la disciplina con più appassionati. Hanno la licenza per disputare partite di Test cricket soltanto nove squadre nazionali al mondo – Australia, Bangladesh, India, Inghilterra, Nuova Zelanda, Pakistan, Sri Lanka, Sudafrica e Zimbabwe (la cui licenza tornerà attiva nel 2011) – più una squadra che raccoglie i giocatori di quindici isole che erano, o sono, dominio britannico.

Oltre a queste dieci nazioni, che vengono automaticamente qualificate al Campionato del mondo di cricket  – che si svolge sulla formula one day –, ci sono poi trentaquattro nazioni che hanno lo status di “Associate Members”, rappresentate in giallo sulla mappa, tra cui anche l’Italia, oltre che altri sessanta “Affiliate Members”, per una somma complessiva di centoquattro stati in cui il cricket è praticato.

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