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  • venerdì 27 agosto 2010

Guida completa alla Serie A

Oggi ricomincia il campionato. Abbiamo dato un voto a tutte le squadre, raccontato l'obiettivo, e consigliato un giocatore da tenere d'occhio: cosa volete di più?

di Saverio Verini e Giovanni Fontana

LECCE voto: 1 / 5
Decisamente una delle squadre meno attrezzate, per ora. A centrocampo, a parte Giacomazzi, manca l’esperienza, dietro il reparto sembra proprio leggerino. In avanti la coppia Corvia-Chevanton può far bene, ma mancano le alternative. Chissà come andrà Ruben Olivera, giocatore mai espressosi fino in fondo anche a causa di un carattere bizzoso. Gira che ti rigira, il compito più gravoso spetterà al dodicesimo uomo, lo stadio Via del Mare: i tifosi e il proverbiale vento salentino potrebbero contribuire a una permanenza in A che pare una missione proibitiva.
Obiettivo – Salvezza strappata coi denti.
Il giocatore da tenere d’occhio Alla Roma esordì sotto il pontificato di Don Fabio Capello, ma il fiato dei settantamila dell’Olimpico lo avevano inibito. Daniele Corvia si colloca nel solco della tradizione dei centravanti generosi e un po’ pasticcioni, quelli alla Ventola per intenderci. Di certo non un fuoriclasse, senz’altro un attaccante in grado di garantire tanto, ma tanto movimento. Lo scorso anno in B ha dimostrato di saperci fare anche coi piedi (17 reti); d’accordo, la Serie A è un’altra dimensione, ma a 26 anni può finalmente decidere cosa vuole fare da grande.

MILAN – voto: 3.5 (4 con Ibrahimovic) / 5
Tutto è appeso a Ibra. Nel momento in cui scriviamo, Ibrahimovic non è ancora arrivato in rossonero. Se non prendono lui, la squadra è destinata a un campionato da comparsa: bene Boateng, bene Papastathopoulos, bene Yepes, ma per stare dietro all’Inter ci vuole altro. Tra l’altro l’acquisto dello svedese, devastante in Italia con l’Inter, potrebbe sortire un effetto psicologico – galvanizzare l’ambiente rossonero, turbare quello nerazzurro – da non sottovalutare.
Obiettivo e se succede?
Il giocatore da tenere d’occhioLe amichevoli estive hanno messo in luce una truppa agguerrita di giovani (Merkel su tutti), ma chissà se verranno riproposti in prima squadra quando il gioco si farà duro. Il neo-acquisto Kevin Prince Boateng ha disputato un bel mondiale: centrocampista di temperamento e quantità, potrebbe rinvigorire una linea mediana ormai in odore di pensione. Non è detto che il ghanese riesca a soffiare il posto alla vecchia guardia composta da Seedorf, Pirlo, Ambrosini, Gattuso, ma c’è curiosità per il suo impatto sul campionato italiano

NAPOLI – voto: 3 / 5
De Laurentiis non scherza. La squadra si è potenziata in attacco con Lucarelli e Cavani (strappato ad alcune delle migliori squadre europee) e l’addio lampo di Quagliarella – che era bravo, ma segnava poco – può essere assorbito senza troppi affanni. A centrocampo bastava non cedere Hamsik e così è stato. Ad essere onesti, forse manca un centrale di livello in grado di blindare la difesa – uno alla Burdisso, per capirsi.
Obiettivo – L’Europa.
Il giocatore da tenere d’occhio‘El Pichulo’ Walter Gargano ha alle spalle ottime stagioni in A e un mondiale da protagonista. Non si tratta di una sorpresa assoluta, tutt’altro, ma è l’uomo ombra che garantisce l’equilibrio alla squadra. Il prossimo anno, se conferma le aspettative, potrebbe toccargli una grande d’Europa: intanto farà bene a Napoli. Se non fosse che a volte gli capita di giocare in contemporanea, potrebbe essere scambiato per il cileno della Roma Pizarro: stessa statura, stesso tocco.

PALERMO – voto: 3 /5
L’ossatura è robusta: portiere affidabile e difesa arcigna: ottimi i terzini Balzaretti e Cassani, un po’ meno i centrali, ora che non c’è più Kjaer; centrocampo di poeti (Liverani, Pastore) e guardaspalle (Nocerino, Migliaccio). Ma a impressionare è l’onda d’urto dell’attacco con Miccoli, Maccarone, Hernandez, forse il più forte giovane del campionato, Budan, Pinilla. Roba da paura, se non si pesteranno i piedi. Cavani sarà difficilmente rimpianto.
Obiettivo – L’Europa.
Il giocatore da tenere d’occhio – Hernandez lo conoscono tutti, quindi proviamo con Mauricio Pinilla. Era arrivato all’Inter nel 2003, ma nessuno gli ha dato credito; poi le peregrinazioni in Spagna, Portogallo, Scozia, Cile, Brasile, Grecia, senza grandi esiti. Sembrava destinato ad una vita da vagabondo, quasi un Bora Milutinovic versione calciatore. Poi un provino senza troppe pretese a Grosseto e la firma del contratto: lo scorso anno, in B, ha messo a segno 24 gol, uno più bello dell’altro. E ora, a 26 anni compiuti, può lasciare il segno anche nella massima serie.

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