Le diciannove nuove idee della scienza

Il fisico quantistico Michael Brooks elenca le teorie più interessanti (e affascinanti) degli ultimi anni

Potremmo essere vicini al comprendere la massa
L’eccitazione dei fisici del Large Hadron Collider al Cern di Ginevra è legata alla possibilità di scoprire il bosone di Higgs — chiamato anche particella di Dio — l’unica prova che ci manca per dimostrare una delle migliori teorie sulla fisica delle particelle. Il bosone di Higgs dovrebbe infatti esercitare una forza su certi tipe di particelle, in modo che queste diventino massa, la proprietà della materia che risponde alla gravità e alle altre forze esterne. Quello che succederà al Cern è fondamentale: se il bosone venisse scoperto la teoria verrebbe confermata, ma se questo non dovesse accadere metterebbe in dubbio una buona fetta delle convinzioni della scienza.

Preparatevi agli alieni
È sempre più probabile che la nostra generazione sia quella che scoprirà la vita su un altro pianeta. Certo, non forme di vita intelligente ma microbi, e scusate se è poco. Con la tecnologia che avanza sempre più velocemente, ogni anno si scoprono decine e decine di nuovi pianeti fuori dal nostro sistema solare, e i mezzi di rilevamento (fotografico e non) in grado di individuare la presenza di vita su un pianeta stanno migliorando. Se trovassimo organismi viventi su un altro pianeta sarebbe evidentemente una scoperta epocale, significherebbe che esiste più di un’evoluzione possibile nell’universo. Scienziati e filosofi stanno già discutendo su cosa dovremmo fare in caso di una scoperta del genere.

Gli esseri umani non sono speciali
Finora i ricercatori hanno trovato solo tre geni che appartengono esclusivamente agli esseri umani. Altri primati hanno le cellule del cervello identiche alle nostre, quello che sappiamo fare in più di loro è solo una versione evoluta dei loro “giochetti”. Gli scimpanzè dimostrano moralità, gli elefanti empatia. I corvi usano oggetti, i delfini hanno delle comunità culturali, anche le salamandre hanno caratteri diversi una dall’altra. Nessuno usa il linguaggio come noi, ma i gesti degli orango-tango e dei bonobo ci vanno molto vicini. In conclusione: siamo i primi della classe, ma non siamo in un’altra classe.

Nasciamo credenti
Esperimenti neuroscientifici hanno dimostrato che siamo naturalmente portati a credere alle entità invisibili. Il cervello umano si è evoluto ipotizzando una spiegazione vivente per ogni fenomeno: siamo discendenti di decine di genereazioni che, se dietro un cespuglio in movimento non vedevano un predatore, pensavano istintivamente alla presenza di uno spirito maligno.

La maggior parte della Terra è inesplorata
È probabile che ci siano ancora molte cose che non sappiamo del nostro stesso pianeta. L’oceano copre il 70 per cento del pianeta e ha una profondità media di 4 chilometri. La maggior parte è ancora inesplorato, e ogni volta che i ricercatori scendono in profondità scoprono nuove specie e nuove formazioni geologiche, spingendo gli scienziati a riconsiderare i loro studi sulle condizioni che possono portare alla vita.

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