Le diciannove nuove idee della scienza

Il fisico quantistico Michael Brooks elenca le teorie più interessanti (e affascinanti) degli ultimi anni

Stanno arrivando gli uomini potenziati
Tra una o due generazioni gli esseri umani avranno una scelta da fare: potenziare o meno i proprio bambini? Un gruppo di scienziati guidato da Raymond Kurzweil sostiene che stiamo per entrare in un’era dove sarà protagonista la Singolarità, in cui le nostre capacità mentali e fisiche potranno essere migliorate con l’uso della tecnologia. La ricerche sono ovviamente iniziate con l’intento di prevenire sul nascere le malattie, ma si sono ben presto allargate al superamento dei nostri limiti: impianti nella retina per migliorare la vista o nel cervello per aumentare la memoria. E le diagnosi del codice genetico degli embrioni in vitro danno già la possibilità di selezionare bambini che possano poi donare a fratelli malati; da qui a selezioni più specifiche il passo è breve.

Tutto è informazione
L’universo potrebbe essere una semplicissima ma sterminata rete di “atomi d’informazione”. Allo stesso modo del codice binario con cui lavora un computer, i processi della natura potrebbe essere stabiliti da decisioni che hanno come risposte possibili unicamente il sì e il no: “Il fotone passa per questo punto?”. E così via. L’universo sarebbe quindi un gigante sistema informatico, una visione che semplificherebbe e renderebbe comprensibile il modo con cui funzionano le cose.

Comprendere la nostra coscienza non è più un sogno
La conoscenza sempre maggiore del nostro cervello e i modelli disegnati al computer potrebbero pian piano svelarci come sia possibile che quella roba spugnosa nel nostro cranio crei la nostra coscienza di esseri umani. In particolare, è osservando le conseguenze della morte di piccoli frammenti di cervello che i biologi stanno cercando di comprendere come funzioni: depressione, schizofrenia e autismo sono malattie che derivano dalla distruzione di piccole parti del cervello, e studiarle potrebbe portarci a comprendere il nostro funzionamento. Ci vorranno forse cent’anni, ma è molto probabile che durante il viaggio si riescano a scoprire diverse cose interessanti.

Non sappiamo di cosa sia composta la maggior parte dell’universo
L’universo è in buona parte formato da qualcosa che non riusciamo a comprendere. Secondo la nostra concezione delle cose, le galassie girano troppo velocemente per riuscire a tenere aggregate le stelle di cui sono composte. Ma, dato che quelle galassie compatte lo sono, significa che deve esistere qualcosa di extra gravitazionale che le tiene al loro posto. Gli scienziati chiamano questo qualcosa materia oscura, che dovrebbe formare circa un quarto della massa dell’universo. I restanti tre quarti sono formati invece da energia oscura, che spinge l’espansione dell’universo. Riguardo alla materia oscura, gli scienziati sono ancora parecchio confusi: sanno quali sono i suoi effetti, ma non sanno né da dove venga né di cosa sia composta: è quindi necessario che la materia oscura preveda l’esistenza di particelle che non abbiamo ancora scoperto, ed è questo l’obiettivo a cui sta puntando il Large Hadron Collider di Ginevra. Riguardo all’energia oscura, gli scienziati sono messi peggio ancora: si sa solo che non arriva né da particelle sconosciute né dallo spazio che c’è tra di loro.

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