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  • martedì 20 Luglio 2010

La Lombardia tra “fotocopie” e conti in Svizzera

Si continua a parlare dei rapporti della 'ndrangheta con vari amministratori locali

R. Perri: «Io, io, ascoltami bene che ti ho già spiegato l’altra volta, io ho soldi che non so cosa farmene, basta».
V. Perri: «Ho capito papà, ho capito».
R. Perri: «Eh, c’ho liquidi che io non so, io te lo dico io ho aperto pure un conto all’estero»
V. Perri: «Dove?»
R. Perri: «A Lugano, io ho aperto un conto a Lugano… e ci devo mettere questi soldi V., che cazzo me li tengo a fare in quei tubi, quanto meno poi domani se ne avete bisogno andate e li ritirate ve li prendete, adesso ci metto la firma della E. e se vuoi ci metto anche la tua quando vieni qui, andiamo su e ci metti la tua e io, io».
V. Perri: «Io in Svizzera proprio non voglio, e questa è l’ultima cosa, poi adesso che vogliono guardare tutti sti…no, se la E. si vuole accollare questi cosi bene, io mi rifiuto…omissis…».
R. Perri: «No, no, no ma io non li ho messi li, perché, perché continuare a tenerli lì io, a me da fastidio…omissis… eh, eh, e sono tutti li, sono tutti li nei tubi, nelle cose, nelle…e che cazzo…omissis…, non so cosa farmene, per questo ti dico…omissis… per questo ti dico se tu hai la possibilità di metterti da parte o di portarti lì ancora 30 – 40».
V. Perri: «No papà basta»
R. Perri: «Vabbé, sappi che tu sul tuo conto corrente qui hai quasi 100.000 euro eh».
V. Perri: «Ecco, basta, basta, perché ti ripeto non , queste cose non… …omissis.. ».
R. Perri: «Vincenzo, tu sul tuo conto corrente, intestato a te, tu ti troverai 150.000 euro».
V. Perri: :«Ho capito, ma quei soldi, da dove arrivano? chi è che li ha messi?»
R. Perri: «eh sono risparmi di dieci anni»
V. Perri: «e di chi?»
R. Perri: «di tuo padre, tuo padre te li ha lasciati».
V. Perri: «Papà la mia preoccupazione, forse tu non riesci a capire, se io fossi in Italia me ne fregherei, ma un domani se tu, ti succede qualcosa, io sono in Inghilterra, io dovrò fare i conti non soltanto con il fisco italiano ma anche con il fisco inglese, dovrò raccontare perché».
R. Perri: «te li ha lasciati tuo padre …omissis… se io ti devo trasferire legalmente legittimamente dalla mia banca alla tua banca, tramite bonifico bancario, 100,000 euro io ci impiego un minuto».
V. Perri: «adesso comunque queste cose del conto in banca, ma almeno cos’è un conto cifrato?
R. Perri: «e certo che è un conto cifrato. Ma tu non ti devi preoccupare, …incomprensibile…tutti questi soldi …incomprensibile…li estinguo tra tre quattro anni, quando ci sarà la sanatoria per rientrare i soldi dall’estero, li faccio rientrare. Tutti hanno un conto all’estero… Io ti ripeto ho regolare in Italia ho 500.000 euro e 500-600 (cinquecento-seicento mila euro) ce li ho nei tubi. Eh e di regolare io e la E. abbiamo pagato 300 mila euro per comprare casa».
V. Perri:«di regolare del tuo conto».
R. Perri: «di regolare dal mio conto…omissis…)».
V. Perri: «E ho capito ma se non la facciamo figurare da nessuna parte, poi io e il discorso è in nero come cazzo glielo faccio vedere?»
R. Perri: «Ma in nero non è…non è nero…e me l’ha dati mio padre! Me li son portati… »
V. Perri: «Ho capito ma un domani vedi che … lui ti ha detto…l’importante che la E. poi quei soldi la..comunque sia, lei un domani, si deve tenere le cedole…o cosa cazzo ha detto…per fare vedere che sono soldi che arrivando da te..»
R. Perri: «Si… »
V. Perri: «È quello che voglio dire, il problema è quello…è quello che ti ho sempre detto io, ok vengono da te a dire dove li hai presi ma io che cazzo gli dico? Cioè poi io che cazzo..tu che cazzo gli dici?»
R. Perri: «No ce li avevo io…i miei risparmi..»
V. Perri: «E si i miei risparmi…omissis…»

Nonostante la portata delle indagini – e ricordiamo che Formigoni è coinvolto anche in un’altra inchiesta, quella sulla lobby di Flavio Carboni – non ci sono state finora particolari conseguenze politiche. Anzi, diciamo pure che non sta succedendo niente. Pippo Civati ha raccontato sul Post che la politica lombarda è praticamente in vacanza.

E Formigoni? Non dovrebbe essere il primo a chiedere chiarimenti, a pretendere assunzioni di responsabilità, a invitare alla riflessione un partito – il suo – in cui sono ormai quotidiani i coinvolgimenti di rappresentanti che fanno parte della sua maggioranza? Pare abbia altre mozzarelle da pelare, siamo d’accordo, ma una reazione che sia una? Dopo Ponzoni, ex-assessore all’Ambiente, ora segretario d’aula in Consiglio, un pupillo che Formigoni ha sempre difeso a spada tratta, ora si parla di un altro collega, sottosegretario in Regione all’epoca dei fatti. Per il primo, il Pd aveva chiesto di poter discutere in aula le dimissioni, ma la mozione è rinviata a settembre, perché la maggioranza ha fatto quadrato. Un fatto a suo modo incredibile e gravissimo: la maggioranza vuole difenderlo? Venga in aula, che cosa c’è di più trasparente e corretto, sotto ogni punto di vista? Per il secondo, sarebbe opportuno che fosse Formigoni a fare chiarezza. Subito. Questa mattina. E lo diciamo non certo per interesse di parte, ma per chiedere di accendere una luce ufficiale sulle numerose ombre che accompagnano l’inizio di legislatura. La vicenda delle firme (mozzarelle) sarà anche falsa, ma perché non risponde alla domanda più semplice: lei, presidente, quelle telefonate le ha fatte? Parlo di Arcangelo Martino e della cosiddetta P3. Ce lo vuole dire, o la dobbiamo chiamare direttamente, magari al telefono?

Dice: «mettetevi nella situazione di quei giorni». Ci siamo messi, e siamo anche andati a votare, ricorderà. Ma ora vuole rispondere sulle mozzarelle e sulle inchieste di cui parlano tutti i giornali? Quando si parla di mafia, bisogna poter chiarire tutto, ben prima delle sentenze. Proprio perché non siamo giustizialisti, no, al contrario: ci piace la politica. E i politici che su certe cose non nicchiano.

(Credits fotografia: Tomaradze)

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