“Avevo sei anni”

Il più interessante - e terribile - graphic novel americano dell'ultimo anno è uscito ieri in Italia

"Mi ammalavo. Ecco il mio linguaggio"

E quindi, nessuna forma narrativa può essere più congrua, più dedicata, più insuperabile, nel racconto di vite bambine e ragazzine, di quella che ne fa parte, di quelle vite. Le storie a fumetti sulle infanzie diventano spesso straordinarie perché le infanzie sono a fumetti. Non eravamo ancora persone scritte, eravamo personaggi dei fumetti. Bambini, ragazzi, altre realtà.

Stitches è terribile, e stupendo. A differenza degli altri titoli “di formazione” che ho citato, gli manca quasi del tutto il coté umoristico: è un film, e un film dolorosissimo. Eppure, per quanto parli di un bambino americano, in un tempo lontano, in un mondo diverso, in un ambiente a noi estraneo, con tragedie che grazie al cielo non riguardano la quasi totalità di noi, parla ancora di bambini: cioè di come eravamo noi, e di come siamo.



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