Tonight’s the night

Rod Stewart, 65 anni, è stasera all'Arena di Verona. Piccola guida affezionata e indulgente alle sue canzoni

The first cut is the deepest (A night on the town, 1976) Questa era di Cat Stevens.

Tonight’s the night (A night on the town, 1976) Quando eravamo ragazzi, c’era uno del gruppo che riusciva sempre a convincerti a uscire, ogni sera – anche quando avevi voglia di startene a casa a sentire Simon & Garfunkel – convincendoti che sarebbe stata la sera buona. Buona per cosa, lo potete immaginare: si era ragazzi, e non si alzava una paglia. “Tonight’s the night”: ma Rod Stewart, nel sostenere la stessa cosa, si trovava già a metà dell’opera, come sottolineano i gorgheggi in francese di Britt Ekland alla fine della canzone o l’inequivoco verso “spread your wings and let me come inside”.
https://www.youtube.com/watch?v=h4406DuP6MY
You’re in my heart (Foot loose & fancy free, 1977) Pochi versi nella storia del rock sono così faticosi come quel “my love for you is immeasurable”. “Immeasurable”? È come se Baglioni cantasse “ti amo incommensurabilmente”. Ma Rod Stewart si fa perdonare mettendo le mani avanti – “please pardon the grammar” – e usando una concreta citazione calcistica per descrivere tutte le cose che lei è: “you’re Celtic, United, but baby I’ve decided you’re the best team I have ever seen”. «Quando ho scritto “You’re in my heart”, che è una canzone molto sentimentale, avevo appena rotto con… già… con chi avevo rotto, quella volta lì?».

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