• Mondo
  • sabato 19 Giugno 2010

Sì, ma il petrolio?

Negli ultimi giorni la discussione sul disastro si è spostata dall'oceano alle stanze del governo e della BP

Intanto però il petrolio esce ancora: una parte viene raccolto e bruciato, mentre si lavora alla costruzione dei pozzi di sollievo


I pozzi di sollievo
Sono ormai settimane che la BP sta scavando due pozzi intorno a Macondo (questo il nome del pozzo originale in cui è avvenuta l’esplosione, grottescamente omonimo alla città maledetta del romanzo Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez), che dovrebbero essere terminati per agosto. Il progetto è quello di far uscire il petrolio anche dagli altri pozzi diminuendo così la pressione su quello principale, in modo da poter tentare un’operazione simile a quella fallita il mese scorso, chiamata Top Kill, che prevedeva il pompaggio di fango di perforazione (sostanze chimiche vischiose unite a rifiuti vari) nella falla, per fermarne il flusso e riuscire poi a cementarla.

Questa è la situazione che dovremmo trovare a fine luglio, secondo i piani della BP: al centro le due navi più la piattaforma a contenere il petrolio e ai lati i due pozzi di sollievo. Qua il link al documento (pdf) che mostra l’immagine in formato grande.

I danni
Ovviamente, il petrolio finora disperso e quello che continua a disperdersi stanno creando danni sempre più gravi, tanto all’economia della zona (sia quella basata sul turismo, sia quella basata sull’industria ittica), tanto alla fauna e alla flora marina. Finora 639 uccelli sono stati ritrovati ricoperti di petrolio, di cui solo 42 sono stati rimessi in libertà; più di 100 tartarughe, di cui solo tre sono già tornate in mare. E diverse associazioni ambientaliste continuano a sostenere che i danni agli animali sono irreversibili, consigliandone l’uccisione. La conta degli animali coinvolti è tra l’altro solo una piccola parte del disastro, che come ipotizzato dalla Guardia Marina avrà conseguenze sulla zona per anni.

Il petrolio continua ad arrivare sulle coste, non tutte coperte dal lavoro degli uomini della BP, incaricata di ripurirle. Citizen Tube raccoglie diversi video che mostrano gli effetti del greggio, tanto sulle spiagge quanto sugli animali.

La spiaggia dell’area naturale protetta di Bon Secour, in Alabama

La spiaggia dell’isola Okaloosa, in Florida

Un granchio colpito dal petrolio, nell’area naturale protetta di Bon Secour, in Alabama

« Pagina precedente 1 2