Il mondo salvato dai ricchi

Bill Gates e Warren Buffett vogliono far promettere agli altri miliardari di donare almeno metà dei loro patrimoni in beneficenza

Se tutti i 400 della lista Forbes partecipassero, si potrebbero raccogliere oltre 600 miliardi di dollari

di Emanuele Menietti

Le cifre ipotizzate dalla rivista statunitense sono al momento molto distanti dal 50% previsto nell’ambizioso progetto di Buffett e Gates. Come convincere gli altri del club a partecipare a una simile iniziativa? L’idea è semplice: creare un piccolo gruppo di miliardari già d’accordo con il progetto e pronto a mettere mano al libretto degli assegni e a convincere gli altri a fare altrettanto. E così alla cena del maggio 2009 si sono ritrovati i due promotori dell’iniziativa, il multimiliardario David Rockefeller, il sindaco di New York, Oprah Winfrey, Ted Turner e alcuni investitori molto ricchi.

Nel corso dell’incontro ognuno ha raccontato la propria esperienza legata alla beneficenza, dalle donazioni per la cultura a quelle per finanziare gli ospedali, sovvenzionare le associazioni che difendono l’ambiente e i gruppi che si occupano dei poveri. Il confronto si è poi spostato sulle proposte per incentivare un aumento delle donazioni: premi, riconoscimenti, conferenze per ricchi e anche una guida per diventare filantropo modello.

Gli esiti di altre due cene, tenute con altri ricconi nel novembre e nel dicembre del 2009, hanno convinto Gates e Buffett a seguire la strada della promessa di donare metà del proprio patrimonio in beneficenza. L’impegno che ogni miliardario americano potrà sottoscrivere non comporta alcun contratto legale ma solamente un obbligo morale. Il sito web givingpledge.org raccoglierà gli impegni di chi vorrà partecipare all’iniziativa filantropica donando nel tempo metà dei propri averi. La speranza è che lo spazio online possa incentivare l’arrivo di un maggior numero di ricchi donatori, pronti a fare beneficenza e di conseguenza a ottenere un po’ di pubblicità.

Non è ancora chiaro quanti multimiliardari parteciperanno all’iniziativa e per avere qualche dato sull’efficacia del progetto sarà probabilmente necessario attendere qualche anno. Secondo Melinda Gates ci vorranno almeno cinque anni per avere un numero cospicuo di donatori perché ci andrà del tempo per vincere l’inerzia di chi non vuole pensare alle proprie ultime volontà, pensa sia complicato gestire fondi per la beneficenza ed è scettico sugli effettivi risultati che si possono ottenere donando denaro. Superato questo scoglio, il club dei miliardari statunitensi non cambierà comunque il mondo, ma potrebbe davvero cambiare il modo di fare beneficenza.

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